Niente più commissione d’indagine, ma questo significa che la corsa verso le nuove regole dell’impiantistica stradale si ferma per sempre? «Assolutamente no – risponde il presidente del consiglio comunale -, anzi, adesso è il momento di imprimervi un’accelerazione».
Per la verità, fino ad un certo punto tutto sembrava procedere bene, poi lo stop e, da allora, il nulla. E Ferrante, adesso, richiama la necessità di riattivare un iter di cui lui stesso spiega i passaggi: «In Commissione affari istituzionali abbiamo impiegato poco meno di un mese per emendare un regolamento che ci era giunto non sotto forma di proposta di delibera, ma come bozza sulla quale abbiamo lavorato e proposto delle modifiche. Ricordo bene che già lo scorso 4 luglio avevamo trasmesso tutto nuovamente agli uffici competenti, ma da quella data abbiamo perso traccia del regolamento».
In altre parole, sono trascorsi sette mesi e, nel frattempo, parallelamente, si era avviato l’iter per costituire la commissione d’indagine che, forse, avrebbe anche chiarito perché , da sette mesi, il regolamento è fermo. Adesso, invece, la commissione è sfumata ed il regolamento annaspa: «Io stesso – precisa Ferrante - mi sono prodotto in quattro solleciti per fare sì che venisse formalizzata una proposta di delibera del consiglio comunale e credo che, dopo l'ultima seduta dell’assemblea, questa necessità sia divenuta pressoché inderogabile. Infatti, se è venuta meno la commissione d'indagine, noi abbiamo a maggior ragione il dovere di dotare questa città di un regolamento sulle pubbliche affissioni, perché, in mancanza saremmo noi parte omissiva in questa vicenda. Pertanto – è l’invito di Ferrante – gli organi tecnici competenti redigano urgentemente una proposta da portare all'attenzione del primo consiglio comunale utile. Va da sé che la potrà emendare e migliorare, ma, almeno, abbiamo bisogno di un punto di partenza per fare cessare questa giungla nella quale ci ritroviamo, ormai, da anni».
Qualcuno, però, già avanza illazioni nella misura in cui, dietro il prolungato stop del regolamento, da una parte, e la rinuncia alla commissione d’indagine, dall’altra s’intravedrebbe una presunta volontà di nascondere la polvere sotto il tappeto: «Insabbiare qualcosa? Non posso né affermarlo, né provarlo – risponde Ferrante -, ma anche per sgombrare il campo da qualsiasi sospetto è bene riprendere subito l’iter interrotto. Certo, il piano è complesso ed articolato, ma non per questo dobbiamo fare un passo indietro, anzi bisogna accelerare. Nell’ultima seduta credo di avere notato la volontà, da parte di più settori della politica tranese, di riprendere a percorrere questa strada in maniera spedita».
