Il sindaco di Trani, Luigi Riserbato, ricorda Gino Lops, già vice sindaco del Comune di Trani, prematuramente scomparso: “Piango un amico – dice il sindaco - ed una persona che ha sempre dimostrato grande amore per la città di Trani. Ricordo nitidamente quando Gino ebbe la pazienza e la bontà di incontrare ed ascoltare un adolescente (il sottoscritto) per un progetto politico che abbattesse eventuali steccati ideologici e si occupasse del bene comune della città. Quel progetto non vide mai la luce, cosa che accade spesso nei rapporti politici, ma ciò che rimase ben saldo fu, invece, un rapporto personale ed umano sempre rinnovato. Saluto commosso una persona che, fra le tante qualità, aveva quella di nutrire uno straordinario amore per la città di Trani”.
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La prima immagine che mi viene in mente, pensando a Gino Lops, non è quella della sua sofferenza, sul letto dell’ospedale, dove l’ho salutato con grande commozione, ma quella del nostro primo incontro. Ero direttore di Bombonotizie, la crisi economica cominciava ad abbattersi sul sistema industriale tranese, fatto di tanti piccoli laboratori e aziende a conduzione familiare e Gino era il segretario della Camera del Lavoro CGIL di Trani. Erano i primi anni ’90.
La sede storica della CGIL mi accolse con il carico di storie e lotte del movimento operaio tranese. Gino era impegnato con dei lavoratori a discutere sulle loro problematiche. Avevo un appuntamento. Venni ricevuto e mi concesse l’intervista, attorniato da una decina di militanti che quasi lo proteggeva da questo “intrusore”. Non c’era il web né le pagine locali dei quotidiani regionali. A Trani l’informazione locale era stata interpretata dal Tranesiere che stava terminando la sua gloriosa storia. Noi eravamo il “nuovo” che avanzava. Il ghiaccio si ruppe subito e quel pezzo, resta, ancora oggi uno spaccato di società tranese, da cui attingere per conoscere le dinamiche del sindacato.
Aveva passione Gino. Ed aveva militanza. Lo spirito di servizio che lo porto’ nel ’95 alle elezioni comunali, dopo la improvvisa defezione del candidato della sua coalizione, ad improvvisare una campagna elettorale solitaria che lo porto’ a sfiorare il ballottaggio dove si cimentarono Tamborrino e Mongelli e per la quale non entro’ in Consiglio, perché da Consigliere doveva optare rispetto al suo essere orgogliosamente un dipendente comunale.
Le vicende della vita ci portarono ad incontraci nel 1999, con l’Amministrazione Avantario. Lui Vice Sindaco ed assessore (inizialmente con delega al Commercio ed al Personale, poi ai Lavori Pubblici) io con delega al turismo e politiche sociali. E lì ho conosciuto l’uomo Gino Lops. Disponibile, cordiale con tutti, presente ad ogni ora della giornata in Comune. E ricordo i tanti pomeriggi trascorsi insieme, eravamo in stanze contigue sullo stesso pianerottolo, a discutere di politica e di piccoli o grandi progettualità per il Comune di Trani.
Questa sua presenza e disponibilità venne allora anche interpretata male, ritenuta ingiustamente invasiva di prerogative e spazi sindacali. Non era così. Gino sapeva dove terminava il suo spazio di azione, ma non poteva sottrarsi a quella partecipazione popolare che gli poneva problemi e che chiedeva risposte all’Amministrazione Comunale, di cui si sentiva ed era una parte fondamentale. Sono tanti gli atti amministrativi che, rispolverando archivi e ricordi, si scoprirà essere partiti dalla sua iniziativa. Ma sempre troppo pochi rispetto ai contributi che dava ad ogni singolo assessorato.
Ma mi piace ricordare, per il cammino comune, la sua tenacia ed il risultato ottenuto per il decreto di correzione dello stemma del Comune di Trani. La sua testardaggine per riportare a Trani i “fondi” storici della Sacra Regia Udienza. L’acquisizione del “Premio Nino Palumbo” divenuto patrimonio del Comune di Trani. E poi, nell’ultimo periodo assessorile, un piano delle opere pubbliche che, ottenuti i finanziamenti, sarà completato dall’Amministrazione Tarantini.
Gino, nel 2003, lasciò la politica, deluso da molte vicende e cambiò anche lavoro, divenendo un apprezzato funzionario della Asl. Non perse il suo Amore per la Città e per la famiglia a cui si dedicò nelle asprezze di un vissuto quotidiano che gli fece conoscere prima il dolore familiare con la scomparsa, solo un anno fa, della sua consorte e poi del suo calvario personale. Oggi se ne è andato lui. Ciao Gino!
Franco Caffarella
