Il clamoroso sequestro di un porticciolo abusivo in via Finanzieri, operato l'altro giorno dai militari dell’Ufficio locale marittimo, ha riproposto, per la vicinanza geografica con il luogo, il problema del prolungato fermo dei lavori per la realizzazione della condotta sottomarina deputata a scaricare al largo, ad una distanza compresa tra i 1900 ed i 2400 metri, i reflui del depuratore comunale.
Ebbene, a distanza di dieci anni dall’affidamento dei lavori, ed addirittura di tredici dalla delibera di giunta con cui si approvava il progetto esecutivo degli stessi, il dirigente della quarta ripartizione ha formalmente risolto il contratto con l’impresa esecutrice, la Sacramati Spa, di Rovigo. In tal modo, sciolto l’ultimo vincolo contrattuale ancora in piedi, si può partire con l’imminente completamento dei lavori, ovviamente a carico di altro soggetto.
Tutto nasce, come dicevamo, da un provvedimento dell'esecutivo del sindaco Carlo Avantario, risalente 10 dicembre 2001, con il quale s'impegnavano 4 milioni di euro per la realizzazione della condotta. L’affidamento dell’appalto avveniva per un importo di 2 milioni e mezzo, oltre Iva. Da quel momento, però i lavori sarebbero andati avanti a singhiozzo, per poi interrompersi.
Due furono i contenziosi che videro opposto il Comune di Trani all' impresa esecutrice, e l'avvocato Franco Gagliardi La Gala, con una nota del 22 luglio 2013, in quanto consulente del Comune di Trani, relazionò dettagliatamente circa le presunte inadempienze dell’impresa. Sempre lo scorso anno la vicenda si è chiarita in una riunione presso l’Autorità idrica pugliese. Ebbene, lì si è dato atto «delle rilevanti esigenze di pubblico interesse – si legge nel provvedimento -, connesse alla tutela della salute pubblica, osservanza delle vigenti normative in materia di smaltimento delle acque reflue e fruibilità del litorale cittadino in condizioni di sicurezza, che hanno reso assolutamente improcrastinabili gli interventi finalizzati alla piena funzionalità del depuratore, oggetto anche di un sequestro preventivo della Procura della Repubblica di Trani, sebbene con la facoltà d’uso».
Successivamente, era il direttore dei lavori, l’ingegner Falloppa, a relazionare sull'andamento, modalità e tempi di completamento degli stessi, confermando «gravi inadempimenti nel comportamento dell'impresa, con il persistente rifiuto al completamento dei lavori residuali ed inottemperanza agli ordini di servizio».
Per la cronaca, i lavori avevano raggiunto un avanzamento di circa il 94 per cento al momento della sospensione, l'impresa non ha presentato le controdeduzioni e sono risultati vani tutti i tentativi esperiti dalla direzione dei lavori affinché la Sacramati ottemperasse ai propri obblighi contrattuali. Pertanto, a prescindere del fatto che l'appaltatore avesse anteriormente instaurato un’autonoma azione per la risoluzione del contratto, il Comune di Trani ha, a sua volta, proceduto in tal senso nell’interesse pubblico.
Adesso tutto passa nelle mani di Regione Puglia ed Acquedotto pugliese, che sarà la nuova stazione appaltante del completamento dei lavori, per i quali serviranno circa 600mila euro: i tempi dovranno essere brevi, con la speranza che non si debba attendere la fine dell’estate, ma invece, fare prima. È di ben 7 milioni, invece, il finanziamento regionale per l’adeguamento dell’intero depuratore.
Nel frattempo, sì consulterà l'autorità per la vigilanza sui contratti pubblici per l’escussione della fideiussione, resa dall'impresa Sacramati, per il pagamento dei danni riconducibili alla risoluzione del contratto.
