Con un risparmio di circa 50mila euro rispetto a quanto inizialmente stanziato, il dirigente uscente della quarta ripartizione, Claudio Laricchia, ha definitivamente aggiudicato i lavori di manutenzione straordinaria del piano terra e primo piano dell'immobile di via Montegrappa 16, da adibirsi a sede distaccata degli Uffici giudiziari. Ad aggiudicarsi il relativo bando ed effettuare i lavori, l’impresa «Nicola Di Ciommo», di Trani, che ha offerto un importo netto di 101mila euro, rispetto ai 150mila a base d'asta da cui si era partiti con un impegno di spesa assunto prelevando la relativa somma dal fondo di riserva.
Ormai, come già dato atto dal presidente del Tribunale, Filippo Bortone, durante il recente sopralluogo avvenuto presso l'immobile, i locali sono pressoché pronti per ospitare i trenta ufficiali giudiziari dell’Unep, costretti finora ad operare in una situazione di grave difficoltà presso Palazzo Gadaleta, in Piazza Trieste, l’immobile in cui si registra la situazione in assoluto più critica fra tutte le sedi nelle quali gli uffici giudiziari tranesi sono dislocate.
Nella relazione sull’amministrazione della giustizia della Corte d'appello di Bari, con riferimento all'ultimo anno giudiziario, si evince chiaramente che i problemi più seri di Trani, e non da oggi, sono quelli dell’edilizia giudiziaria.
Nel circondario «non è mutato il quadro delineato nella precedente relazione - si legge nella pubblicazione ufficiale della Corte d'appello -. Anzi, per effetto delle recenti riforme della geografia giudiziaria, si è aggravato nella sede centrale di Trani e nell’articolazione territoriale di Andria, che ha accorpato la sezione distaccata di Ruvo di Puglia».
Come ha rilevato Bortone, «gestire un ufficio giudiziario distribuito in vari edifici, anche distanti tra loro, con gli archivi collocati in capannoni, anche dislocati in varie parti della città, non è impresa agevole. Si tratta di edifici d’epoca, soggetti ad usura del tempo oltre alla necessità di interventi per riparazioni ed adeguamenti, per quanto possibile, alle continue vicende legate alla attività giurisdizionale amministrativa, in continua evoluzione».
A Palazzo Gadaleta, in particolare, sono destinati la Sezione fallimentare, l’Esecuzione mobiliare ed immobiliare, l’Unep, l’Ufficio spese di giustizia, gli Uffici della mediazione civile dell'avvocatura tranese, l’Ufficio dei referenti Cisia, gli archivi della locale Procura della Repubblica e quelli degli uffici suddetti (storici e correnti). Ebbene, l’immobile di piazza Trieste, «per effetto di crolli frequenti di intonaci delle volte ed in presenza di possibili cedimenti strutturali – si legge testualmente nella relazione - è stato in parte sequestrato dalla Procura della Repubblica e, per altra parte, interdetto all'uso con provvedimento del sindaco del Comune di Trani. Infine, recentemente, un'altra parte dell'immobile è stata isolata in attesa di accertamenti tecnici, tanto da rendere sempre più difficoltoso lo svolgimento dell’attività lavorativa in quanto solo un terzo dell'intero immobile è utilizzabile. Di conseguenza – si legge ancora - la Commissione di manutenzione presso il Tribunale di Trani ha disposto la distribuzione del personale in altri edifici sul territorio».
Via Montegrappa allevierà il problema, ma non lo risolverà del tutto, forse neanche annettendo i locali del secondo piano, che, presto, la Stp lascerà a sua volta a beneficio del Tribunale.
