Proprio ieri, riportando dichiarazioni del sindaco, Gigi Riserbato, la Gazzetta ha reso note alcune novità riguardanti la manutenzione delle strade cittadine. Infatti, si sono resi disponibili 120mila euro, frutto della devoluzione di fondi non impegnati in appalti precedenti per porre mano alle situazioni più critiche.
Tuttavia, se le buche in città disorientano, lo stato di assoluta impraticabilità e pericolosità di alcune strade rurali è, a dir poco, imbarazzante. E via San Luca si può considerare la strada simbolo del degrado assoluto in cui versano le vie di comunicazione dell’agro di Trani.
Come si nota dalle foto, in alcuni tratti la strada non esiste più e, a stento, può essere percorsa da un veicolo. Questa parte di territorio extraurbano di Trani è quella in cui, evidentemente, passano più mezzi pesanti che altrove e, dunque, ha subito il maggiore deterioramento.
Se si tiene conto del fatto che l’ultima manutenzione delle strade dell'agro di Trani avvenne nei primi anni 80, possiamo affermare, con margini di errore pressoché inesistenti, che un intervento vero e proprio qui manca ormai da trent'anni.
Per questi motivi, sarebbe non corretto ed ingeneroso attribuire al governo Riserbato, in carica da meno di due anni, le responsabilità di un problema che viene da molto lontano nel tempo. Tuttavia, al momento il sindaco pro tempore è proprio l’avvocato Luigi Nicola Riserbato e, pertanto, a lui tocca interessarsi della questione.
Ebbene, il piano triennale delle opere pubbliche prevede per le strade extraurbane un impegno di spesa di 150mila euro. Tenuto conto del fatto che, a malapena, si trovano fondi per mettere a posto quelle in città, va da sé che, di volta in volta, le amministrazioni che si sono succedute non hanno mai potuto e voluto impegnare un solo centesimo per sistemare quelle strade.
In via San Luca, però, è calato un silenzio pressoché assordante. Un coltivatore afferma che «siamo costretti a fare il giro intorno e, più di una volta, abbiamo rotto i mezzi agricoli. Per non parlare di alcuni pali conduttori dei cavi della corrente elettrica, che cadono sulla strada con il rischio che qualcuno ci rimango a secco».
A questo punto, almeno nell’immediato, cosa fare? «Chiederò al comandante della Polizia locale di inibire la circolazione laddove sia foriera di pericolo – risponde Riserbato -. Confido in un intervento congiunto con il Gruppo di azione locale Trani-Bisceglie, grazie al quale stiamo intercettando fondi importanti per alcune opere pubbliche utili alla città, perché a maggior ragione in questo settore, che è quello istituzionalmente di competenza del Gal, si possano ottenere finanziamenti che, diversamente, faremmo fatica a fare nostri. Purtroppo, i trasferimenti dello Stato sono sempre minori e, a quel punto, gli Uffici tecnici prediligono, inevitabilmente, le strade dei centri urbani, perché statisticamente più frequentate dal pubblico. Ma una soluzione, alla fine, si troverà».
