Si profila anche la discesa in campo della facoltà di Agraria dell’Università di Bari, ma, intanto, il sindaco di Trani chiede che, chiunque si occupi del verde pubblico, abbia nella disponibilità la figura professionale di un agronomo. È la doppia prospettiva che si profila, in città, con riferimento alla recrudescenza del punteruolo rosso.
Sabato scorso, mentre si ripuliva la spiaggia sotto i riflettori delle telecamere, sarebbe bastato alzare la testa per rendersi conto che il fogliame delle palme del piazzale di Colonna, e non solo di quelle, si sta pericolosamente afflosciando.
Infatti, a distanza di poco più di un mese dall'ultimo trattamento effettuato sulle palme pubbliche di Trani, si registrano, purtroppo nuovi casi di esemplari attaccati dal punteruolo rosso.
A farne le spese, fra gli altri, quelli a maggiore valenza paesaggistica e storica. Si notano focolai nel fossato del castello svevo, dove sono non meno di cinque le palme compromesse, alcune delle quali con la chioma oramai collassata. Lo stesso dicasi sul porto, piazza Quercia, piazza della Repubblica e la già citata Colonna.
Sembra si sia in presenza di una vera e propria emergenza fitosanitaria che, ove mai non sia stata sottovalutata, in ogni caso potrebbe sfuggire di mano, ponendo a rischio un patrimonio pubblico della collettività sul quale incorre l’obbligatorietà della lotta al punteruolo rosso, come dispone il Decreto ministeriale del 7 novembre 2011.
Da palazzo di città, in risposta alle critiche per il trattamento recentemente effettuato, che ha determinato il fenomeno dell’incapsulamento di alcune palme, si era replicato che i risultati benefici di tale operazione si sarebbero visti a media e lunga data.
Tuttavia, secondo quanto si può comprendere, saremmo in presenza di nuovi casi su palme sane, peraltro in un periodo durante il quale il volo dell'insetto è limitato e, conseguentemente, la capacità di contagio da una palma all'altra notevolmente ridotta.
E allora, cosa accadrà adesso? «Quello del verde è un problema molto delicato – conferma il sindaco, Gigi Riserbato -. Allo stato, abbiamo un contratto scaduto, in regime di proroga, ed una gara, che era stata predisposta, ma che il segretario generale ha bloccato perché ha ritenuto dovessero apportarvi delle modifiche. Il mio parere è che le cooperative del verde debbano avvalersi sempre più di personale specialistico, ma il punteruolo rosso, proviene dal Mediterraneo, è difficilmente controllabile e spesso appariamo indifesi. Anch'io ho visto le palme nelle condizioni in cui si presentano, sono certo del risultato positivo dei trattamenti in atto, ma sono preoccupato dallo stato di altri alberi. Ecco perché confrontarci con la Facoltà di Agraria potrebbe esserci di grande aiuto».
