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Carcere di Trani, Magikambusa per un processo di "umanizzazione" della vita carceraria. Le foto

«Hanno tra gli uno ed i quattordici anni, sono per lo più italiani e vivono spesso con un genitore solo. Le ispezioni, i piantonamenti ed un rumore incessante di sottofondo ricorda loro dove sono. Sono i bambini che entrano in carcere per visitare un genitore detenuto, 100mila solo in Italia, un'esperienza traumatica che si ripete dalle 4 alle 6 volte al mese e talvolta per diversi anni», comincia con queste parole il discorso del dott. Giuseppe Scandamarro, psicologo e presidente dell'Aps "Paideia" nella parte finale della conferenza stampa di presentazione del progetto Magikambusa.

Sono tre i ragazzi (tranesi) che compongono l'equipe che ha vinto il Bando "Principi Attivi 2012" indetto dalla Regione Puglia, accompagnati da una professionista d'esperienza: Giuseppe, Annarita e Sandra, con il supporto dell'avvocato Roberta Schiralli. Il primo, lo abbiamo già citato, la dott.ssa Annarita Amoruso è un'educatrice mentre la dott. ssa Sandra Bezzato, lavora come assistente sociale.

Il testo letto da Giuseppe nell'introduzione proviene dall'esperienza "Bambini senza sbarre" all'interno del carcere di San Vittore e descrive perfettamente il "target" sul quale Magikambusa ha deciso di investire forze e sorrisi. All'interno dello spazio di Sicurezza 1, oltre il grande cancello che separa il parcheggio esterno dal primo ambiente carcerario, sbuca questo lembo bianco: è lo spazio ludico che affianca la sala colloqui.

Dentro già è possibile osservare i disegni appesi su una delle pareti, realizzati dai bambini che già hanno avuto modo di conoscere l'equipe di Paideia e hanno scelto di lasciare in quel luogo il loro ricordo di quella "visita". «Quando i bambini oltrepassano quei cancelli così alti vivono un momento di violenza, un piccolo trauma che porteranno dietro tutta la vita. Magikambusa si interpone tra la sala perquisizioni e la sala colloqui. Il magistrato dott. Giuseppe Mastrapasqua diceva giustamente che è un'iniziativa-cuscinetto ed è così. Cerchiamo di fungere da cuscino tra la realtà esterna e una realtà forte come il carcere. Spesso i bambini che sono arrivati da noi nella fase pre-colloquio con il proprio genitore sono rimasti con noi anche durante il colloquio e son voluti tornarci dopo» ha detto il dott. Scandamarro.

Un grande cuscino bianco sul quale i bambini potranno "cadere" riducendo l'impatto con la struttura carceraria. «Per i bambini è importantissimo riuscire ad assuefare le ansie ed il momento traumatico della perquisizione o di tutti i passaggi che sono necessari prima dell'ingresso in una struttura del genere. Magikambusa già da qualche mese è in fase sperimentale ma crediamo stia già funzionando bene come avete potuto vedere dai bambini dispiaciuti per la chiusura odierna» commenta la dott. ssa Annarita Amoruso.

All'incontro con la stampa ed i cittadini hanno partecipato il direttore della Casa Circondariale di Trani, il dott. Salvatore Bolumetti che ha espresso grande soddisfazione per questo progetto che rientra in uno più generale della vita carceraria in un'ottica di "umanizzazione" della stessa. Presente anche il magistrato di sorveglianza, il dott. Giuseppe Mastrapasqua che ha fatto un grande plauso all'iniziativa, importantissima anche per i detenuti. Inoltre vi era il Garante dei detenuti della Regione Puglia dott. Pietro Rossi, il Garante dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Regione Puglia dott.ssa Rosangela Paparella ed il sindaco di Trani avv. Luigi Nicola Riserbato il quale ha portato il "saluto della città" ed ha tenuto il discorso che potrete leggere qui.

d.d.


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