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Trani, si dimette il consigliere Musci (Pdl). Al suo posto Forni, forse Gargiuolo nuovo capogruppo, novità in vista in giunta

Il consigliere comunale Maurizio Musci, capogruppo del Pdl, si è dimesso dalla carica. È quanto è trapelato questa mattina, dopo che lo stesso componente l’assemblea elettiva ha protocollato quella che sembra la sua rinuncia irrevocabile alla carica di eletto dal popolo.

Le motivazioni sarebbero, formalmente, di carattere professionale: impossibile conciliare l’attività lavorativa con quella politica. Peraltro, un professionista navigato come l’avvocato Musci avrebbe dovuto essere ben consapevole di tale scenario già dal momento in cui s’era candidato al consiglio comunale. Pertanto, non sarebbe da escludere che vi siano anche motivazioni squisitamente politiche, quantunque al momento non meglio precisate.

Al suo posto subentrerebbe, quale primo dei non eletti, il consigliere comunale uscente Giuseppe Forni, che così giungerebbe alla seconda consiliatura consecutiva. In seno al Pdl, invece, al momento la carica di capogruppo sarebbe ricoperta formalmente dall'attuale consigliere anziano, Pasquale De Toma, che, peraltro non sarebbe intenzionato ad accettare tale incarico: sembrerebbe, invece, che la scelta si stia orientando verso Giovanni Gargiuolo, che avrebbe dato a sua volta la disponibilità in tal senso.

Quali le conseguenze in giunta? Domenica scorsa, durante «Appuntamento con Trani», il sindaco, Gigi Riserbato, aveva ipotizzato un mini rimpasto, ma non in tempi brevi. L’addio di Musci allo scranno consiliare, però, indebolisce oggettivamente il gruppo del’ormai disciolto Pdl, dal quale più di un consigliere era già andato via: gli equilibri sono cambiati e, quindi, non è da escludere che la rivisitazione dell’esecutivo sia decisamente più robusta, oltre che prossima.

Peraltro, chiudere anticipatamente l’esperienza di governo del sindaco Riserbato, oggi, sarebbe una strada politicamente a rischio, giacché Trani si vedrebbe commissariata per un anno. E, allora, se il caso Musci dovesse fare aprire riflessioni sulla squadra di governo, ecco che si farebbe strada l’ipotesi di un effettivo azzeramento, con l’ingresso in scena di Fratelli d’Italia-An, Nuovo centrodestra e, perché no, anche Udc. 


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