Nell'attesa dell'inizio dei lavori, recentemente annunciati dal sindaco, Gigi Riserbato, per la riparazione delle buche lungo la rete stradale di Trani, segnaliamo un altro importante cedimento in un luogo, peraltro, molto frequentato dall'utenza.
Siamo sul lungomare Chiarelli, nei pressi di piazza Plebiscito e di fronte agli uffici al pubblico di Amet. La buca che si è aperta, a lato della pista ciclabile, è ormai un cratere pericoloso nel quale molte auto, inevitabilmente, finiscono anche per non potere allargare la traiettoria perché di fronte ne sopraggiungono altre.
I problemi dei cedimenti stradali non sono nuovi, purtroppo, ed alimentano sempre più la capacità dei nostri utenti di segnalare le buche ovunque, anche e soprattutto tramite il servizio Whatsapp di Radio Bombo (373.8770256).
In realtà basterebbe, anche e soprattutto, badare con maggiore frequenza all’ordinaria manutenzione delle strade per evitare, poi, delle spese aggiuntive che, sistematicamente, bisogna riconoscere agli utenti che, dal fondo dissestato della rete viaria, si ritengono danneggiati: fra loro, talvolta, ci sono simulatori e speculatori, ma, altrettanto frequentemente, i danni sonno certificati e le richieste di risarcimento legittime.
L’ultimo esempio riguarda cinque determinazioni dirigenziali affisse nei giorni scorsi all'albo pretorio: fanno tutte riferimento alla liquidazione di danni riconosciuti per sinistri stradali derivanti dalla fondo disconnesso del territorio urbano.
In particolare, le richieste di cinque diversi utenti raggiungono l’importo complessivo di quasi 20mila euro (la maggiore di supera i 7mila): il Comune, all'esito delle transazioni intervenute (in tre casi su cinque) ha pagato poco più di 10mila euro. In due circostanze, però, ha dovuto conoscere l’intero importo richiesto (3000 euro per un incidente, 1800 euro per un altro).
