«Adottare tutte le azioni finalizzate al recupero delle ulteriori somme che la società concessionaria non ha, a tutt'oggi, provveduto a corrispondere al Comune di Trani». Lo scrive la giunta comunale e l’affermazione non può passare inosservata, perché pare certificare che il distributore del gas metano in città non versi nelle casse comunali quanto dovuto.
Al momento si tratta di dichiarazioni di massima, che non entrano nel merito e non consentono di comprendere quanti soldi mancherebbero all’appello e da quanto tempo il gestore starebbe pagando un canone inferiore non soltanto rispetto a quello che prevedrebbe il contratto, ma anche, per esempio, confrontandolo con quanto avviene in altre città.
Tuttavia, una piccola traccia per azzardare almeno un termine di paragone vi sarebbe. Quando il sindaco uscente, Pinuccio Tarantini, perorava la causa del progetto della sala congressi, con annesso teatro, presso l’attuale sede di Amet Spa, il finanziamento di quell’opera sarebbe dovuto provenire, almeno in parte dalle «royalty» che il futuro aggiudicatario della nuova gara del gas avrebbe versato, ed in quell’epoca si parlò di 5 milioni.
Il teatro all’Amet pare sia un’ipotesi tramontata, ma la gara del gas s’ha da fare: il bando precedente è scaduto nel 2009 e, da allora, il servizio prosegue con proroghe annuali. Ebbene, tenendo conto del fatto che il bando dovrebbe essere ventennale, come quello uscente, la quota annuale da pagare al Comune sarebbe di 250mila euro. Sembrerebbe che la royalty attualmente versata sia inferiore, in quale misura non si sa, ma i conti non tornano da palazzo di città, adesso vogliono vederci chiaro.
Per questo motivo la giunta comunale, lo scorso 1mo marzo, ha approvato un provvedimento con cui dà mandato, al dirigente della seconda ripartizione, «di porre in essere gli opportuni provvedimenti ed iniziative di studio» sulla materia. La conseguente determinazione dirigenziale recepisce l’input ed incarica l’Ufficio legale del Comune, a sua volta, di adoperarsi, senza entrare nel merito di altro.
Il precedente bando fu aggiudicato ad Italcogim, di Milano, ed è stato, di volta in volta, prorogato al gestore uscente, che si è sempre dichiarato disponibile a proseguire il mandato alle condizioni proposte. Ma quali sono, appunto, le condizioni? E soprattutto, quanto paga effettivamente il distributore del gas metano alla città di Trani? La somma è davvero congrua, oppure come la stessa giunta comunale scrive, è inferiore a quello che si sarebbe dovuto riconoscere?
Nel frattempo, la nuova gara per l'affidamento pluriennale del servizio è in itinere, ma, come al solito, i tempi non sono meglio precisati. Del resto, molte altre gare sarebbero pronte, eppure si continua a non averne notizia. Si pensi, per esempio, alla gestione dello stadio, ovvero all’affidamento definitivo di quella, rimasta congelata, dopo l'aggiudicazione provvisoria, per la vigilanza degli immobili comunali.
