Al «Trani international festival» mancherebbe la metà degli incassi, annunciati ad inizio stagione, provenienti dagli enti pubblici. La Regione Puglia aveva promesso 52mila euro, ma ne ha stanziati 26mila, la Provincia 20mila euro, ed anche da piazza San Pio ne arriva la metà.
È quanto si rileva dalla determinazione dirigenziale della quinta ripartizione, firmata dal segretario generale, nonché facente funzioni, Donato Susca, che accerta le entrate rivenienti da contributi regionali e provinciali per manifestazioni turistiche e culturali organizzate dal Comune di Trani.
Quello che sembra sia accaduto, secondo quanto si legge nel provvedimento, è che, nel frattempo, si sono presentate altre richieste di contributi e, pertanto, sia la Regione, sia la Provincia hanno dovuto spacchettare l'importo che avevano previsto per una sola manifestazione, destinandolo anche ad altre.
In particolare, la Regione Puglia ha sostenuto la manifestazione organizzata dalla comunità ebraica, «Lech Lechà», con 20mila euro, mentre la Provincia ha destinato 7000 euro alle celebrazioni per il 950simo anniversario degli «Ordinamenta maris», riducendo pertanto a 17mila euro l'importo complessivo del suo contributo.
A questo punto, soprattutto con riferimento al «Tif», intorno al quale si sono registrate numerose polemiche per quello che attiene l'effettivo costo dell'intera manifestazione (ufficializzato in 333mila dall’assessore al ramo, Fabrizio Sotero) viene da chiedersi chi si sia fatto carico degli altri 26mila euro previsti in entrata dalla Regione Puglia e dei 10mila non più giunti dalla Provincia: quelle somme furono previste nel bilancio preventivo del direttore artistico della manifestazione e, pertanto, saranno state coperte dal Comune di Trani e, quindi, dalla collettività? E, se così fosse, il costo complessivo della manifestazione salirebbe a 369mila euro?
«Assolutamente no – risponde l’assessore Sotero -. Il costo complessivo del Tif è rimasto di 333mila euro, mentre quelle mancate entrate sono state coperte secondo quanto indicato in una relazione analitica che l’organizzazione ha rilasciato». Di tale documento, peraltro, non siamo ancora in possesso.
