Portato all’ordine del giorno e poi rinviato, «ma per motivi finanziari e solo di qualche giorno». Tuttavia, lo scenario appare ormai chiaro: la giunta comunale sta per prendere la decisione definitiva sulla vicenda dei sedici posti di agente a tempo determinato precari di Polizia municipale, rimasti scoperti dallo scorso 1mo gennaio.
Da quella data, altrettanti precari non stanno più lavorando e, a quanto pare, per tredici di loro l'esperienza con il Comune di Trani dovrebbe concludersi per sempre, a meno che i ricorsi che si preparano a presentare non producano conciliazioni utili alla loro stabilizzazione.
Allo stato, però, l'amministrazione comunale sembra orientarsi diversamente, applicando soltanto per tre di loro la sentenza del giudice del lavoro che ne disponeva l'assunzione a tempo indeterminato, in quanto ne aveva ritenute legittime le rivendicazioni in tal senso.
Per gli altri tredici, invece si attingerà, a scorrimento, dalle graduatorie di chi aveva partecipato ai concorsi per le assunzioni a tempo indeterminato nei comuni di Bisceglie e Spinazzola: si chiameranno i primi tredici operatori disponibili, per rimpiazzare quelli che non ci sono, e li si assumerà per 36 mesi.
I contratti, per tutti e sedici, partirebbero dal 1mo maggio, ma la definizione di tempi e modi è ancora al vaglio dei tecnici e, secondo quanto dichiarato sia dal sindaco, Gigi Riserbato, sia dall’assessore al ramo, Giuseppe Di Marzio, «questo è il motivo che ci ha indotto a rinviare di qualche giorno l’approvazione del provvedimento».
Gli agenti esclusi, nel frattempo, attraverso il loro legale, il professor Tommaso Germano, si apprestano a presentare ricorsi per il risarcimento del danno determinato dall’interruzione del rapporto di lavoro, con richieste che vanno dai 250mila ai 780mila euro, a seconda dell'età anagrafica degli interessati: somme ingenti che il Comune non pagherebbe addivenendo a conciliazioni per la stabilizzazione dei ricorrenti. Peraltro, se la giunta si è orientata verso l'assunzione di altri tredici operatori, sembra di comprendere che l'orientamento sia quello della resistenza in giudizio.
