C'era una volta Il giardino della stazione ferroviaria di Trani, un autentico fiore all'occhiello fra gli scali dei treni italiani, uno dei motivi per cui i bambini facevano a gara per andare a trascorrere il tempo lì con i propri genitori.
Non c'era niente di più bello che vedere i treni sfrecciare, fermarsi e, nel frattempo, godersi il piacere di passeggiare al lato (e qualcuno anche all'interno) di giardini sempre ben curati, che amorevolmente i dipendenti delle ferrovie badavano esistessi a tenere sempre rigogliosi perché, effettivamente, la stazione di Trani, dentro e fuori, era uno dei luoghi più belli della città: accogliente per chi ci arrivava; rassicurante per chi partiva.
Oggi purtroppo, all'esterno della stazione abbiamo una piazza che non piace a nessuno e, dentro, due palme completamente morte, il cui stato ha contribuito a deturpare quel poco che resta di un ricordo ormai sbiadito.
E, così, mentre il «Freccia rossa» passa veloce, il «Punteruolo rosso» si ferma e porta in dote il supplemento rapido di due palme uccise, insieme con quell che rimane di una storia che, quasi, non c'è più.
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