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Partecipate del Comune di Trani, il Pd chiede un tetto sulle indennità degli amministratori

Mentre a livello nazionale il Governo guidato da Matteo Renzi ha ulteriormente ridotto il tetto massimo degli stipendi dei manager delle società controllate dallo Stato, nel dichiarato intento di perseguire la revisione della spesa pubblica (c.d. spending review) ed una maggiore equità sociale, nelle società partecipate del Comune di Trani si continuano ad elargire discutibili indennità “di risultato”. 

Infatti, con verbale dell’Assemblea dei Soci di AMIU s.p.a. del 7 agosto 2012, il Sindaco Luigi Riserbato, in qualità di socio unico, accordava al nuovo Amministratore Unico Antonio Ruggiero – già coordinatore cittadino del suo stesso partito – in aggiunta all’indennità ordinaria di circa 34.000 euro all’anno, la nuova indennità annuale di risultato da corrispondere solo in caso di produzione di utili, condizionandola al conseguimento di quattro obiettivi:

1)       l’incremento della percentuale di raccolta differenziata;

2)       il completamento dell’organizzazione dell’Ufficio Acquisti;

3)       la costituzione di un protocollo informatico diretto  ad assicurare la trasparenza amministrativa ed una maggiore efficienza nei confronti dell’utenza;

4)       il miglioramento della situazione finanziaria aziendale, attraverso l’incasso dei troppi crediti aziendali scaduti da tempo.

Con nota dello scorso 3.10.2013, l’Amministratore Unico comunicava al Sindaco il raggiungimento dei predetti obiettivi chiedendo conseguentemente l’erogazione del predetto premio.

A non convincere tuttavia è proprio l’effettivo conseguimento del primo obiettivo indicato, ossia di quello più significativo e relativo all’incremento della raccolta differenziata.

L’Amministratore Unico infatti riferisce che nel secondo semestre del 2012 (ossia da quando si sarebbe insediato) la raccolta differenziata realizzata dall’AMIU nel Comune di Trani avrebbe raggiunto il 15,545% con un incremento rispetto al 14,765% registrato nel secondo semestre del 2011. Dunque lo strabiliante incremento ottenuto dalla gestione inaugurata dal nuovo amministratore, al quale conseguirebbe il diritto all’indennità di “risultato” (pari per il 2012 a 29.000 euro, ossia alla metà del premio annuale), consisterebbe in un aumento dello 0,78%.

Tale lievissimo incremento è peraltro solo apparente in quanto, se si considerano i risultati conseguiti su base annuale, ci si accorge che la raccolta differenziata del Comune di Trani ha subito in realtà un decremento passando dal 15,687% del 2011 al 15,075% del 2012 (fonte www.rifiutiebonifica.puglia.it).

I risultati conseguiti dall’AMIU di Trani nella raccolta differenziata appaiono ancora più modesti se raffrontati a quelli conseguiti dal vicino Comune di Andria che, nello stesso periodo, è passato dal 11,914% del 2011, al 26,648% del 2012 ed al 67,221% del 2013.

Si pensi anche che il Piano dei Rifiuti approvato dalla Regione Puglia nel 2013 pone l’obiettivo di incrementare al 65 % la raccolta differenziata; inoltre a decorrere dall’inizio del 2014 è entrata in vigore la rimodulazione della eco tassa regionale che prevede meccanismi incentivanti per i comuni virtuosi che sviluppino volumi di raccolta differenziata superiori al 30% e penalizza fortemente (con pesanti rincari) quei Comuni che restano al di sotto di tale soglia, come il Comune di Trani che nel 2013 si è fermato al 16,131%.

Perplessità suscita anche la misura di tale premio, che può raggiungere l’importo massimo di  58.000 euro, e viene calcolata nella sproporzionata misura del 50% sui primi 100.000 euro di utili aziendali.

Un tale ammontare, rapportato all’entità degli utili di esercizio dell’Azienda, finisce per drenare risorse significative, che potrebbero essere altrimenti investite per il potenziamento e il rilancio delle attività aziendali.

L’attribuzione di un premio di tale ammontare inoltre contraddice la stessa finalità perseguita dalla normativa che ha previsto la nomina di un amministratore unico in luogo del consiglio di Amministrazione, nell’ottica del contenimento della spesa.

In altre parole in questo modo ci si trova ad avere un solo amministratore, invece di un consiglio che garantirebbe una maggiore condivisione ed un maggiore controllo nelle scelte aziendali, ma che tuttavia finisce per costare  quanto un organo collegiale.

Si segnala infine che lo stesso Collegio Sindacale dell’AMIU, da ultimo con nota del 12.03.2014, nel richiamare l’Amministratore Unico al rispetto dei vincoli di spesa imposti dalla legge di stabilità 2014 e dalla normativa che regola il settore, ha chiesto di limitare il ricorso alle consulenze esterne, nonché di comunicare tutte le attività poste in essere che abbiano determinato incrementi di spesa del personale (ad es. affidamento di servizi a cooperative esterne).

Il Partito Democratico di Trani, al fine di razionalizzare la spesa pubblica e garantire il migliore impiego delle risorse disponibili per il rilancio delle attività aziendali delle società partecipate dal Comune, chiede:

1)       di introdurre un tetto massimo allo stipendio degli amministratori delle società partecipate dal Comune, che tenga conto anche di tutte le indennità a qualsiasi titolo percepite, e che non sia superiore al compenso percepito dal Sindaco;

2)       di rapportare in ogni caso le indennità di risultato esclusivamente all’adozione e all’attuazione di un concreto piano aziendale ed, in particolare, all’effettivo conseguimento di obiettivi, significativi ed apprezzabili, in linea con tale piano.

Partito Democratico di Trani

Il Segretario

Nicola Amoruso

Il Coordinatore Gruppo di lavoro Finanza, Bilancio,

Società Partecipate e Tributi Locali

Nicola Ventura

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