La Camera ha dato il via libera definitivo al disegno di legge Delrio, ribattezzato qualche giorno fa su Facebook dal presidente della Bat Francesco Ventola, disegno di legge Del(i)rio. Approvato con 260 voti favorevoli, 158 contrari e sette astenuti, senza ricorso alla fiducia, a differenza di quanto avvenuto al Senato.
Forza Italia, Movimento 5 Stelle, Lega, Sel e Fratelli d'Italia contro, con un Brunetta scatenato che urlava durante le votazioni: «Questo è un golpe». La legge Delrio cambierà i connotati delle province facendole diventare enti di secondo livello imperniati su tre organi: il presidente, che sarà il sindaco del comune capoluogo (per la Bat ci sarà una turnazione?); l'assemblea dei sindaci, che raggrupperà tutti i primi cittadini del circondario; il consiglio provinciale, che sarà formato da 10 a 16 membri a seconda della popolazione.
Per nessuno di questi organi è previsto un compenso. Così come non percepiranno alcuna indennità né i 52 presidenti di Provincia che sarebbero scaduti in primavera e né i 21 commissari in carica per effetto della legge di stabilità fino al 30 giugno. Le nuove funzioni delle province sul tema trasporti, ambiente e mobilità saranno essenzialmente di pianificazione, mentre sull'edilizia scolastica manterranno la gestione e cominceranno ad occuparsi anche di pari opportunità.
Tutte le altre competenze passeranno ai Comuni a meno che le Regioni non preferiscano tenerli per sè, scrive il Sole24Ore. Per l'abolizione definitiva delle Province bisognerà aspettare l'approvazione del Ddl di riforma costituzionale approvato lunedì scorso dal Cdm che abolisce il Senato elettivo e riforma il Titolo V della Costituzione.
