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«Pochi giorni»? No, cinque mesi. Campanile chiuso da novembre e «Trani turistica» perde colpi

Pasqua, pasquetta, 25 aprile, Primo maggio, festa patronale del Crocifisso di Colonna, e molto altro, con il campanile della cattedrale ancora chiuso. Nel frattempo, intere comitive di visitatori e turisti passano da Trani, ammirano la cattedrale, ma il ricordo che ne avranno rimarrà monco di qualcosa che, tuttora, non si può visitare.

Sarebbero dovuti trascorrere pochi giorni, ed invece, dello scorso 19 novembre, il campanile è chiuso e, persino, transennato alla base dando un'immagine di sé che, purtroppo, sta determinando e determinerà ripercussioni non lievi dal punto di vista turistico per la città.

Qquel giorno sì distacco un piccolo pezzo di cornicione all'altezza della pentafora e, da allora, il campanile non si sarebbe più riaperto giacché, dalle verifiche, infatti, emersero altri problemi.

Quello maggiore è stato riscontrato sul matroneo adiacente il campanile stesso, che risulta interessato da infiltrazioni dal tetto a capriate che sconsigliano le visite. Infatti, quando si accede al campanile, è possibile anche, a metà del percorso, visitare i due matronei che sovrastano la basilica superiore della cattedrale, per godere una vista mozzafiato della chiesa dall’alto. Purtroppo, in questo momento, tutto questo non è permesso.

Ma non è consentito neanche andare oltre. Infatti, e questo è l'altro problema, si sono verificati distacchi più o meno pronunciati delle grate con le quali vengono isolate le aperture di bifore, trifore, quadrifore e pentafore.

E così, per la pubblica incolumità, l'ente proprietario, che poi è la curia arcivescovile, ha disposto la chiusura del campanile fino all’effettuazione di tutti i lavori necessari, di cui dovrà occuparsi l’Ufficio beni culturali della diocesi.

Dal 19 novembre, dunque la società che ha in gestione le visite al campanile, la Eta Puglia, non può farvi accedere il pubblico. E si può bene immaginare quanto le mancate visite siano state numerose: gruppi di turisti, intere scolaresche, comitive a vario titolo non possono guardare la città dall'alto e neanche vivere l’ebbrezza di ascendere quei duecentosettantasette scalini che conducono al punto in cui, quasi, si può toccare con mano la cuspide della regina delle cattedrali di Puglia.

Tenendo conto del fatto che un biglietto intero costa 3 euro, il ridotto 2 e quello per studenti 1, si può immaginare quanto manchi all'appello in termini economici per la società che gestisce il bene e quanto, ulteriormente, mancherà nelle prossime settimane, in cui festività e ponti saranno quasi senza soluzione di continuità.

Purtroppo, in questo modo e con il passaparola, si rischia anche un’incidenza negativa sulle presenze in città, perché non sarà facile accettare di entrare in cattedrale, ma di poterne godere la fruizione soltanto parzialmente.

E pensare che il campanile, riaperto al pubblico nel mese di giugno 2010, in breve tempo aveva fatto registrare numeri impressionanti di visitatori, diventando davvero il valore aggiunto dell’attrazione turistica in città.

In altre parole, si rischia anche un problema diretto, ma anche indiretto per l’indotto, e questo dovrebbe indurre gli organi competenti ad accelerare quanto prima il processo di ripristino della pubblica fruizione di questo importantissimo monumento.

Per la verità, Eta Puglia sta facendo di necessità virtù limitando la disponibilità dei beni che gestisce, per conto della diocesi, ai soli Museo diocesano e Museo ebraico «Sant'Anna». Non è ancora disponibile neanche la preziosa pinacoteca di piazza Addazi, già sede del Museo diocesano: anche lì, purtroppo, nonostante pareva fosse tutto a posto con le autorizzazioni, le porte sono ancora chiuse.

Nel frattempo ci si chiede come abbia fatto il signor Vito Malcangi, legale rappresentante della società che gestisce il canile «Dog’s hostel» ad arrivare lui, invece, in cima al campanile per quella protesta plateale che doveva servire a richiamare l'attenzione sul problema della gestione delle strutture pubbliche per il ricovero degli animali. In realtà, con il senno di poi, è il campanile stesso a richiamare l’attenzione su di sé: Trani ne ha imprescindibile bisogno. 

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