Come già riferito ieri, il sindaco, Gigi Riserbato, ha ricostituito il Consiglio d’amministrazione di Amet Spa. L’organismo, adesso, è totalmente rinnovato, essendosi dimessi anche gli ultimi due membri del precedente Cda: l’amministratore delegato, Maurizio Di Pantaleo, e la componente Maria Tritta, dipendente comunale.
Via libera, dunque, per la nuova formazione: Nicola Pappolla (presidente); Nicola Di Corato (amministratore delegato); Michele Capurso, Laura Di Corato, Daniela Pellegrino (dipendenti comunali).
Il presidente ha già ricoperto l’incarico di assessore comunale (con i sindaci Tamborrrino e Tarantini) e presidente del Collegio dei revisori dei conti. L’amministratore delegato è laureato in Scienze dell'informazione, i componenti sono autorevoli funzionari comunali. In particolare, Michele Capurso è il responsabile dell’Ufficio legale, Laura Dicorato lavora presso l’Ufficio tecnico, Daniela Pellegrino dirige la biblioteca “Giovanni Bovio”.
Nell’attesa che il nuovo Cda s’insedi ufficialmente e presenti i suoi programmi, quali i prossimi assestamenti politici?
In tema di nomine, mentre quella dell’Ad Di Corato è nel segno della continuità, in quanto emanazione della stessa parte di Forza Italia che aveva espresso l’uscente Di Pantaleo, quella di Pappolla presidente rappresenta la virata di Alleanza di centro verso l’Amet. A questo punto, la casella lasciata libera in giunta da Salvatore Nardò sarà, quasi certamente, appannaggio di Fratelli d’Italia-An. E non è detto che il sindaco nomini il nono assessore, che pure è un’altra casella da molti più che ambita.
Altre novità arriveranno, fra pochi mesi, con la ricostituzione dei collegi sindacali sia di Amet, sia di Amiu. È grazie a queste caselle che il sindaco farà a meno di azzerare la giunta ed operare i «ritocchi » di cui ha sempre parlato: infatti, mentre i prossimi revisori dei conti del Comune, per legge, si dovranno sorteggiare, quelli delle aziende saranno ancora oggetto di nomina.
E, giacché il nuovo gruppo consiliare, Ncd-Udc, ha già fatto sapere di non essere interessato alle visibilità, va da sé che per Riserbato il quadro appare meno complicato di quanto non sembrasse alla vigilia.
