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Donna denuncia l'asportazione dell'utero a Bisceglie. Nenna (Realtà Italia): «E intanto le sale operatorie di Trani restano inoperose»

La sua esperienza in ospedale a Bisceglie, dove ha subito l’asportazione dell’utero, l’ha definita “traumatica”. Prima ancora della fine del decorso post operatorio ha firmato ed è scappata via.

Questa signora di Biscegli, che al momento mantiene l'anonimato, ma che è pronta a farsdi sentire in prima persona, usa parole pesanti non verso il personale medico e paramedico, ma contro una struttura che fa acqua da tutte le parti. “E’ un ospedale sovraffollato di pazienti dove anche le norme igieniche sembrano inadeguate anche per il gran via vai di persone estranee nei reparti”.

Questa vicenda, non unica, ma di routine, sposta l’attenzione sulle recenti decisioni della dirigenza a proposito dei nosocomi di Trani e Bisceglie.

“Se tra Bisceglie e Trani non vi devono essere doppioni – si chiede il segretario di Trani di Realtà Italia, Cosimo Nenna – come mai a Bisceglie si continua ad operare in ambienti non idonei mentre a Trani le nuove ed attrezzate sale operatorie rimangono inoperose?”.

Recentemente, a tal proposito, occorre ricordare che la chirurgia a Trani, oltre alle nuove e costosissime sale operatorie, è stata dotata di 18 posti letto (nove per chirurgia e nove per ortopedia). Struttura questa che richiede, necessariamente, relativo personale a cominciare dai posti apicali per finire all’ultimo portantino. Non si capisce perché Bisceglie continui a mantenere ben venti posti letto di un reparto cghe va chiuso per essere ristruttrurato.

Ma ci sarebbe di più. “Con che criterio – continua Nenna – è stato deciso che le urgenze debbano essere effettuate nei grossi ospedali di Andria e Barletta, quando a Trani è tutto pronto e adeguato ?”.

La decisione di attrezzare nuove sale operatorie è scaturita dalla constatazione di fatto che l’ospedale, di Bisceglie, come rilevato da esperti e…gente comune, presenta carenze tali da non poter andare più avanti. Tant’è che l’esperienza negativa vissuta della signora di cui si è detto prima conferma in pieno lo stato di degrado.

“Si parla tanto di “spending review”, ma per quanto riguarda la sanità tra Bisceglie e Trani, pare si faccia esattamente il contrario.

“Se rimane questa situazione – dice ancora il segretario tranese di Realtà Italia - sarà necessario avere due organici completi di personale medico e paramedico con notevole aggravio di spese. Non si vuole in questa sede sostenere che la chirurgia Bisceglie deve chiudere. Ma che in attesa che il reparto venga ristrutturato, quello di Trani vemga messo in condizione di operare al meglio”.

Ma quando si parla di ospedali, soprattutto a Trani, la “telenovela” non accenna a finire. Il potere politico, forse, teme di perdere qualche punto in caso di decisioni non condivisibili dalla popolazione, ma necessarie.

E allora? Avanti così. Tanto a pagare, anche per i disagio, sono sempre i cittadini.

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