Prendendo spunto dalle dichiarazioni rese dal circolo di Trani di Sel, anche il sindaco uscente, Pinuccio Tarantini, utilizzando il suo profilo Facebook, rivela circostanze fino ad oggi inedite.
«L’ultima riunione della commissione elettorale presieduta da me prese la stessa decisione, per la verità con una unanimità di facciata, dato che gli altri componenti della stessa non gradirono affatto. Fui accusato ufficialmente di non avere tenuto conto del fatto che, poi, molti dei sorteggiati non accettavano ed erano impreparati a siffatto compito, ufficiosamente di non interessarmi della campagna elettorale incipiente e della possibilità di acquisire così qualche consenso in più. Naturalmente i miei accusatori di allora, oggi, occupano posti di rilievo nell'amministrazione di questa città».
Alla domanda, legittima, che lo stesso ex sindaco si pone, vale dire perché il sorteggio fu praticato solo all'ultima seduta della commissione e non alle precedenti consultazioni elettorali, Tarantini risponde così: «Fino a quel momento le forze politiche di maggioranza ed opposizione avevano sempre raggiunto una spartizione aritmetica precisa dei loro rappresentanti, poi cominciarono a litigare perché ci fu qualcuno che voleva fare "asso pigliamolto". A me il "divide et impera " non aveva mai interessato, come pratica di governo».
