“Per questa settimana basta politica. Mi sento abbastanza schifato dagli eventi”. Questo è il messaggio che ho inviato ai colleghi della prima commissione per giustificare la mia assenza dai lavori il giovedì successivo al consiglio comunale del 16 aprile e, se proprio devo dirla tutta, ancora oggi non mi sono tolto di dosso il senso di malessere che mi ha pervaso al termine di quella seduta.
Una seduta inutile nella quale c'era solo la modifica dell’articolo 29 del regolamento comunale per il quale fosse prevista una discussione politica; per il resto si trattava di tre prese d'atto e della adozione di un atto di indirizzo che, come tale non avrebbe danneggiato nessuno e non avrebbe creato nessun effetto a breve termine.
Quasi miracolosamente però Sindaco e Giunta si sono accorti che la proposta di modifica dell’articolo 29 del regolamento comunale era una bulafa e…. l’hanno ritirato!
Tanto tempo, tanto lavoro, tante risorse impiegate, altri soldi della comunità spesi per nulla, quasi che di sprechi non ce ne fossero già abbastanza nella vita amministrativa della nostra città.
Avrebbero dovuto mettersi all’angolo e fare almeno tre ore di vergogna ma i consiglieri di maggioranza hanno pensato bene di metterci una pezza; invece di chiedere scusa hanno inscenato un assurdo braccio di ferro con l’opposizione ed a colpi di emendamenti tortuosi e pretestuosi, incuranti della palese disponibilità del Segretario generale, e forse anche dello stesso Sindaco, ad approvare la delibera relativa al programma Rifiuti zero hanno stravolto ed annullato un provvedimento che avrebbe dato alla amministrazione tutta un sorriso di soddisfazione ed alla cittadinanza un momento di speranza.
Da bravi politici, in una seduta di consiglio rumorosa e disturbata, sono stati capaci di sporcare con la voglia di prevalere anche le cose più belle ed in men che non si dica alla città di Trani, o almeno ad una cospicua parte di essa, è stato rubato un sogno.
Anzi a pensarci bene i sogni cancellati sono stati due: quello di sedici famiglie per le quali è già stata dichiarata la impossibilità preventiva a discutere ed eventualmente adottare la delibera presentata dalla coalizione di centro-sinistra relativa alla stabilizzazione dei vigili urbani licenziati il 31 dicembre 2013 ed il rifiuto ad aderire al progetto rifiuti Zero.
In fondo si trattava solo di due atti di indirizzo ma la voglia di visibilità e la paura che qualcun altro potesse mettere il cappello su un obiettivo di utilità sociale sono state tali che sono venuti fuori gli aspetti peggiori della politica e da amministratori eletti per promuovere il benessere della comunità si sono trasformati in ladri di sogni.
Mimmo Santorsola (Sel)
