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Impianti pubblicitari, il nuovo regolamento di Trani ancora non c'è. Ferrante: «Senza quello, chiunque può fare qualsiasi cosa»

Più volte, negli ultimi tempi, si è sollevata da più parti la questione degli impianti pubblicitari cosiddetti «abusivi», e non sempre le risposte sono state immediate rispetto alle sollecitazioni.

Per esempio, non si può dimenticare che in consiglio comunale era stato portato all'ordine del giorno un argomento relativo all'istituzione di una commissione d'indagine per fare luce sulle eventuali cause delle istallazioni abusive e dei mancati introiti per le casse comunali. Tale proposito, tuttavia, fu clamorosamente sconfessato nella stessa aula, quando il sindaco, Gigi Riserbato, rese noto che, sul punto, sono in corso non meglio precisate indagini della magistratura che consigliavano prudenza.

A quel punto, riposta l'intenzione di nominare una commissione di consiglieri comunali che approfondissero le questioni, almeno dal punto di vista amministrativo, è tornato in auge il partito di coloro che chiedono l'istituzione di un nuovo regolamento per gli impianti pubblicitari.

Più volte sulla questione ci si è chiesti che punto sia l'iter e, ogni volta, l'amministrazione comunale, sia tramite il sindaco, sia tramite l'assessore al patrimonio, Michele D’Amore, ha fatto sapere che i problemi riguardano soprattutto gli approfondimenti che le figure apicali del Comune stanno operando, a cominciare dal segretario generale per finire ai dirigenti degli Uffici tecnico e patrimonio.

«Al momento sul tavolo della presidenza non c’è nulla – fa sapere il capo dell’assemblea comunale, Fabrizio Ferrante – ma il sottoscritto ha, e ripetutamente, sollecitato gli organi tecnici e politici ad accelerare il percorso. Non posiamo fare finta di nulla, perché è proprio la mancanza di un piano che ha generato il far west della pubblicità a Trani e, paradossalmente, aiuta le aziende del settore a farla franca nei contenziosi, perché i giudici, al momento di chiudere, non possono non lamentare il fatto che il Comune di Trani sia sprovvisto di un regolamento ad hoc e, in assenza di quello, ogni contestazione si può facilmente impugnare».

Nel frattempo, però, c'è anche una terza circostanza che, da mesi, non viene in alcun modo definita. Come si ricorderà, infatti, il dirigente della sesta ripartizione aveva impegnato ben 30mila euro per i lavori di rimozione degli impianti accertati come abusivi. Da allora, però, nulla è mai accaduto perché, allo stesso tempo, il comandante della Polizia locale, Leonardo Cuocci Martorano, aveva valutato di procedere con particolare prudenza, tenendo conto del fatto che molti degli impianti da rimuovere sono oggetto di contenziosi.

Mentre in altro spazio ci occupiamo di un caso «limite». per tutto il resto che c’è in città, ci sarà ancora tempo per conoscere quali decisioni, di volta in volta, si prenderanno. Nel frattempo, ancora una volta, la situazione dell'impiantistica pubblicitaria Trani si mostra particolarmente critica e, a prescindere di casi singoli, gli introiti nelle casse comunali continuano a rasentare lo zero.


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