La Uiltec Uil prende le distanze dalla scelta delle altre sigle sindacali di Amet di proclamare lo sciopero per il prossimo 30 maggio. «Noi abbiamo ben chiaro il nostro ruolo - scrive il segretario territoriale, Luigi Mesaroli -, la nostra funzione e le strategie per arrivare ad un risultato tangibile, e non condividiamo percorsi strumentali. I dipendenti sono stanchi di proclami di guerra, vogliono la soluzione concreta ai problemi che ormai da tempo li angoscia, e le battaglie vanno combattute ai tavoli istituzionali e nelle assemblee, non certo sulla pelle di chi lavora e si trova, gioco forza a decidere in solitudine cosa fare».
L’alternativa che la Uiltec propone è «un percorso basato su confronto, non ritenendo utile, al momento, lo sciopero. Resta fermo lo stato di agitazione in atto, che, ricordiamo a tutti, non abbiamo mai sospeso. Per noi le trattative con l'azienda ed il socio unico sono ancora aperte e, in tal senso, chiederemo un incontro nel quale affrontare le problematiche più sentite».
Per la Uiltec, le priorità si chiamano «piano industriale per il risanamento aziendale, piano d'azione di recupero dei crediti, condivisione di progetti puntati all'innovazione e multisettorialità, utilizzo e sviluppo di tecnologie per il risparmio energetico e l’impiego di energia alternative, istituzione di un assessorato i servizi pubblici e di un'apposita commissione consiliare. La nostra organizzazione sindacale - conclude Mesaroli - è determinata nel pretendere risposte attraverso la ricerca del dialogo e del confronto. A tale proposito. Richiediamo con urgenza un incontro al sindaco di Trani».
