Giunge all’epilogo un’altra vicenda processuale che vede contrapposto il Col. dott. Antonio Modugno, già comandante - dirigente della Polizia locale di Trani (attuale comandante – dirigente della Polizia locale di Massafra), e l’attuale sindaco della Città di Trani, Avv. Luigi Nicola Riserbato.
Anche in questo caso, come nel precedente, un esposto anonimo, questa volta del 29 novembre 2012, giunto tra i numerosi destinatari, anche all’abitazione personale del Modugno, aveva indotto il sindaco Riserbato a chiedere che si procedesse comunque nei confronti dell’ex comandante Modugno per il reato di diffamazione, nonostante il Pubblico Ministero presso la Procura della Repubblica di Trani, Dott. Giuseppe Maralfa, avesse chiesto l’archiviazione in quanto “gli elementi acquisiti nelle indagini preliminari non sono idonei a sostenere l’accusa in giudizio”.
Modugno, in qualità di ufficiale di polizia giudiziaria, aveva ritenuto di trasmettere tale esposto presso la competente Autorità giudiziaria, affinché ne fosse verificato il contenuto e fossero prese le determinazioni del caso relative alla necessità di approfondire la veridicità dei fatti ivi indicati.
Tale circostanza, unitamente al “forte astio” che l’ex Comandante della polizia municipale avrebbe nutrito nei confronti del Riserbato, “poiché destituito da quest’ultimo dall’incarico di dirigente della VI Ripartizione del Comune di Trani ” avevano indotto il sindaco a ritenere che l’autore dello scritto fosse proprio Modugno, e che lo stesso si fosse celato dietro l’anonimato proprio per colpire il Riserbato, il quale si è opposto alla richiesta di archiviazione del pubblico ministero, chiedendo che si effettuassero ulteriori indagini al fine di ottenere il rinvio a giudizio del comandante uscente della Polizia municipale.
Tali ulteriori indagini, così come le precedenti, sono state espletate dal Commissariato di Polizia di Stato in Trani.
La difesa del dott. Modugno, affidata all’avv. Claudio Papagno, del Foro di Trani, ha invece, inequivocabilmente evidenziato come le ipotesi accusatorie formulate dalla persona offesa non trovassero alcun riscontro e fondamento negli elementi raccolti nel corso delle indagini preliminari nelle quali, tra l’altro, si è ricorso ad acquisire i tabulati telefonici di alcuni funzionari del Comune di Trani e a sopralluoghi presso l’abitazione personale del dott. Modugno.
Il Modugno, insomma, avrebbe legittimamente operato perché obbligato, in qualità di ufficiale della polizia giudiziaria, a trasmettere ogni ipotesi di reato di cui sia venuto a conoscenza.
Il Giudice per le indagini preliminari di Trani, dott. Luca Buonvino, – a scioglimento della riserva formulata all’esito dell’udienza camerale dell’11 dicembre 2013 – ha dato piena ragione al Modugno accogliendo la richiesta di archiviazione del procedimento penale avanzata dal Pubblico ministero e dalla difesa del medesimo indagato e ritenendo che “gli approfondimenti investigativi indicati nell’atto di opposizione non sembrano affatto in grado di fornire solidità a meri sospetti”.
