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Rifiuti da fuori bacino, salta l'accordo Regione-Ato ma Trani non è salva. Ruggiero: «Faranno l'ennesima ordinanza»

«Si è consumato il tentativo della Regione Puglia, attraverso un accordo di programma, di fare conferire a vita i rifiuti dei comuni extra bacino, Bari 2 e Bari 4. Grazie alla fermo diniego del sindaco, Luigi Riserbato, e dell'assessore all'ambiente, Giuseppe De Simone, la proposta è tornata al mittente. Ma prevedo, a questo punto, un’ulteriore ordinanza».

Così l'amministratore unico di Amiu, Antonello Ruggiero, a proposito di un presunto disegno, da parte della Regione Puglia, di aggirare l'ostacolo che imporrebbe alla Giunta del governatore, Nichi Vendola, di non proseguire con le ordinanze che dispongono, ogni sei mesi, il conferimento dei rifiuti di diciotto comuni del sud barese a Trani.

Il prossimo 30 giugno scadrà la terza proroga e, di fatto, si va avanti da due anni consecutivi. Ma ormai, per legge, non dovrebbe essere più possibile procedere con ulteriori atti unilaterali del governatore o dell'assessore regionale all'ambiente.

A Bari, forse ben consapevoli di questo, avrebbero così pianificato un accordo di programma fra la Regione e le autorità di bacino che, però, l’Ato di Barletta Andria Trani ha respinto nella persona della presidente, Nicola Giorgino, e dei sindaci di riferimento. E tutto questo dopo che il presidente della Provincia, Francesco Ventola, aveva a sua volta rigettato la proposta della fusione tra l'autorità del Nord Barese e quella di Bari.

In altre parole, essendo saltato, o in odore di saltare l'accordo di programma, la Regione Puglia in questo momento non saprebbe più che pesci prendere e, secondo Ruggiero, l'ipotesi di un’ennesima ordinanza per sei mesi, fino al 31 dicembre 2014, sembra farsi nuovamente strada. Ovviamente, il Comune di Trani potrebbe impugnarla e, magari, ottenere giustizia in sede di contenzioso.

In ogni caso, sarebbe l’ennesima quantità giornaliera di 400 tonnellate che, indisponibile tuttora la discarica di Giovinazzo, dal mese di luglio 2012 vengono sistematicamente dirottate a quella di Trani. E così sarebbe ancora per altri centottanta giorni. Senza dimenticare le 450 tonnellate quotidiane dei rifiuti del bacino Bari 1, quello di diretta competenza di Trani e del nord barese.

Peraltro, va anche riconosciuto il fatto che la Regione Puglia, da quando, sta sovraccaricando l'impianto di Trani con rifiuti di altri comuni, aggravando anche il carico di lavoro dei dipendenti, che accumulano ferie di cui non riescono a godere, sta anche ristorando con somme importanti la città di Trani. E grazie a questi fondi si sta rapidamente diffondendo il servizio della raccolta differenziata porta a porta e, a breve, potrebbe definirsi anche a Trani l’attesa sede dell’impianto di compostaggio, all’interno della stessa area di discarica dell’Amiu.

Ma i problemi non finirebbero qui. In predicato di arrivare a Trani ci sarebbero anche 20mila tonnellate del bacino numero 3, che fa riferimento a Conversano. Ma questa, al momento, è solo un'ipotesi che non trova conferma.


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