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Caso Lorusso, il Comune di Trani condannato a pagare 65mila euro. Giuliano (Flp): «Gravissimo non avere accettato la transazione»

«Ancora una volta il Comune di Trani è stato condannato dal Giudice del lavoro del Tribunale di Trani». Lo fa sapere il coordinatore territoriale della Flp, Michele Giuliano, con riferimento ad una sentenza, dello scorso 28 aprile, che riconosce ad un dipendente comunale «lo svolgimento delle mansioni superiori e le differenze retributive dovute – si legge in una nota - per la complessiva somma di 33.665,97 euro che, oltre interessi e rivalutazione monetaria, diventano circa 47mila, oltre gli oneri retributivi ammontanti a circa 12mila. Inoltre – prosegue Giuliano – l’Autorità giudiziaria ha condannato il Comune al pagamento di tutte le spese legali, per oltre 5mila euro, cui si sommano 3mila euro da liquidare al difensore del Comune di Trani».

La spesa complessiva di questo procedimento, così, ammonterebbe a circa 65mila euro, evidentemente a carico dei cittadini tranesi. «Ma ciò che lascia perplessi ed indignati – fa notare Giuliano - è la volontà dell’amministrazione comunale di non voler raggiungere un accordo transattivo, più volte sollecitato dal Giudice del lavoro e fortemente voluto dal dipendente comunale. Eppure, per altri due precedenti, l’amministrazione comunale aveva ritenuto opportuno addivenire ad una transazione: come mai questa differenza di scelte? Opportunità o necessità?»

Alla luce di quanto accaduto, la Flp chiede alle sigle sindacali, partiti, amministratori pubblici e consiglieri comunali in carica «di avvalersi dei poteri di controllo, attribuiti loro dalla legge, per fare chiarezza sull’intera questione, comprese le procedure di mobilità e la conseguente, mancata valorizzazione delle professionalità in servizio nel Comune di Trani. Se i nostri amministratori locali non interverranno – annuncia Giuliano - informeremo gli organi giudiziari competenti, la magistratura contabile e il Ministero della pubblica amministrazione, cui sarà chiesto di verificare regolarità, equità e trasparenza della condotta amministrativa dell’ente».

La vicenda riguarda l’ex responsabile del Centro elaborazione dati del Comune, Giuseppe Lorusso, che aveva avanzato la richiesta di accertamento del diritto alla corresponsione di differenze retributive, maturate tra il 2003 ed il 2013, per un totale di 60mila euro, per mansioni superiori svolte in quel decennio fra indennità di reperibilità di lavoro straordinario, ordinario ed elettorale, nonché buoni pasto non liquidati. Il giudice ne riconosciuto la metà, ma, con le spese accessorie, la somma lievita fino a raggiungere proprio i 60mila euro.

Adesso il Comune di Trani ha trenta giorni per impugnare la sentenza in appello, scelta che appare obbligata e che, inevitabilmente, rafforzerà il braccio di ferro con il dipendente, oggi dell’Ufficio tecnico, già recentemente reduce da una sentenza favorevole per un procedimento disciplinare a suo carico.


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