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AGGIORNATO. Trani, chiazza diradata nel pomeriggio. Il comandante del porto chiarisce: «Olio esausto rilasciato da cisterne aperte in mare»

Non sarebbe petrolio quello che s’era depositato nella tarda mattinata ai margini del porto di Trani, nei pressi della chiesa sconsacrata di Sant’Antuono. Infatti, intorno alle 17, la chiazza si è pressoché diradata e, adesso, la situazione pare tornata alla normalità. Dunque nessuna perdita di greggio da strutture ivi esistenti e, neanche, uno sversamento da parte di chicchessia.

Il comandante dell’Ufficio locale marittimo, Stefano Sarpi, ha chiarito che «lo stato dei luoghi è tornato esattamente come all’origine», prima che le prime foto, apparse stamani sulla pagina Facebook Tranispia, destassero un comprensibile allarme. «Se, però – chiarisce Sarpi – avessero segnalato al nostro ufficio il problema per tempo, anche solo telefonando al 1530, saremmo intervenuti immediatamente ed avremmo almeno fatto analizzare la chiazza sospetta. In ogni caso, posso confermare che la situazione non desta alcuna preoccupazione: in quel punto, adesso, non c’è nulla».

Pertanto, più che di petrolio, si dovrebbe parlare di sostanze comunque non pericolose, che si sono depositate in quel punto a causa del gioco delle correnti che, spesso e volentieri, proprio li fanno depositare un po' di tutto, comprese buste di rifiuti ed altri detriti, come già da noi documentato esattamente un anno fa.

Tanto è vero che, sempre dall’Ufficio locale marittimo, che nel frattempo ha fatto analizzare i pochi residui rimasti, si apprende che «si tratta di olio esausto ed acque di sentina rilasciate, probabilmente, da un’imbarcazione che ha lavato le cisterne in mare, contravvenendo alla legge. Quanto al vicino distributore di carburante, oggi non ha neanche lavorato e, in ogni caso, le sue cisterne sono perfettamente a posto».

E non sarà neanche un caso, infatti, che in altra parte del porto, in corrispondenza con l'area pedonale di via Statuti marittimi, sia presente, in maniera insolita, una grossa quantità di quello che sembra olio per imbarcazioni: anche in questo caso, probabilmente, sono state le stesse correnti a determinare il fenomeno, non certo bello a vedersi, ma probabilmente neanche preoccupante.

In altre parole, il porto di Trani non sarà in questo momento uno specchio d'acqua cristallina, ma, neanche, può ritenersi una bomba ecologica.


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