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Trani, bus ai turistici capannoni Ruggia: tutti i problemi che si troverebbero arrivando qui. E i residenti già mugugnano

Il sindaco, Gigi Riserbato, già da tempo aveva preannunciato che i bus turistici non avrebbero più vagato in città, ma si sarebbero fermati, tutti, ai capannoni Ruggia di corso Imbriani. La dichiarazione è diventata atto di indirizzo nei giorni scorsi, per mano della tuttora azzerata giunta comunale, ma siamo ancora alla mera indicazione politica, rivolta ad un dirigente del settore che dovrà, adesso, determinare, dal punto di vista operativo, il provvedimento dell'esecutivo.

Nel frattempo, il mese di maggio è terminato, l'estate si affaccia e, con quella, cambiano anche gli stessi flussi in città. Le carovane di pullman si apprestano a calare fisiologicamente sia perché le scuole stanno per chiudere, sia perché i turisti stranieri, di solito, prevedono di muoversi durante la primavera.

In estate, invece, il turismo si trasferisce dai pullman ad altri mezzi di trasporto, sia pubblici, sia privati. E, probabilmente, se mai i capannoni Ruggia saranno resi disponibili questa estate, serviranno a ben poco, perché, ormai, il grosso dei bus turistici è già passato.

Resta, comunque, il problema di quanto questa idea possa funzionare. Intanto, come sarà possibile informare tutti gli autisti che l'unico percorso è quello? E, soprattutto, come non tenere conto del fatto che i capannoni Ruggia, nel 2002, erano stati sequestrati, in quanto capolinea dei bus della Stp, per problemi di presunto inquinamento acustico ed atmosferico, procurato dall'accensione dei motori nelle prime ore del mattino, quando gli stessi lasciavano il deposito?

Per la verità, dopo la misura cautelare, chiesta ed ottenuta dai residenti della zona, arrivò anche il dissequestro, ma si dovette limitare il numero dei mezzi ospitati in quell'area, proprio per tutelare la salute della popolazione. Alcuni residenti, oggi, già protestano perché temono di vivere di nuovo quella sorta di incubo del passato.

Altro problema da porsi è come arriveranno i turisti al centro storico, una volta scesi dal pullman. Al momento la risposta è una sola: a piedi. Dovranno percorrere, anche in caso di pioggia, via Sant'Agostino, piazza Gradenigo e via Alvarez per raggiungere piazza Re Manfredi. Si chiederà loro, dunque, un percorso quasi obbligato senza alcun ulteriore mezzo di trasporto.

E i bus navetta? Oggi sarebbe impossibile prevedere l'orario di arrivo e partenza di ciascun pullman, ma un servizio turistico efficiente non farebbe fatica a prevedere passaggi periodici utili ai turisti: basterebbe, nel frattempo, intrattenerli nell’area dei capannoni con un info point, servizi igienici, bancarelle, punti ristoro, qualsiasi soluzione utile per dare loro una dignitosa accoglienza e coprire, nel frattempo, i tempi dell’attesa  del bus navetta.

Invece, cosa troverebbero i turisti, oggi, arrivando ai capannoni Ruggia? La scena che si presenterebbe loro sarebbe alquanto imbarazzante, giacché l’area è in uno stato, se non di abbandono, comunque di notevole degrado.

Ad accoglierli, probabilmente, ci sarà una delle palme più afflosciate della città, a causa del punteruolo rosso. Ed ancora, una vecchia pompa di erogazione del carburante, testimonianza storica di un’autorimessa di pullman di linea che, ormai, non c'è più, ed un gabbiotto adiacente che si presenta alquanto instabile.

E poi, soprattutto, alcuni immobili, ormai in stato di profondo degrado, all'esterno ed all'interno dei quali si trovano rifiuti di ogni tipo, anche a dispetto del fatto che l'area è recintata, ma non custodita.

La questione dei capannoni Ruggia, dunque, rappresenta un grosso problema perché, intanto, l'impressione è che, per quest'anno, non se ne faccia nulla. Tuttavia, come opportunamente i Verdi hanno osservato in un recente intervento, la destagionalizzazione dei flussi turistici è tale che quell'area, se si dovesse rendere disponibile per i bus, i camper e qualsiasi altra struttura viaggiante, utile al turismo, dovrebbe essere sempre aperta e, soprattutto, adeguatamente attrezzata.

Al momento, però, la realtà ci dice che servono 80mila euro per riscattare l'area dal demanio statale, giacché i capannoni Ruggia, gira e rigira, non sono mai stati di proprietà comunale. E soprattutto, come spiegavamo, serviranno ancora tanti soldi per farne non un parcheggio di fortuna, ma un'area effettivamente qualificata che sia non più il capolinea, ma un caposaldo del turismo. 


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