Il consiglio comunale, già convocato per il prossimo 11 luglio, sarà riconvocato per il 25 dello stesso mese. La prima convocazione, di fatto, risulta nulla alla luce di un parere formale espresso dal segretario generale, Donato Susca, su richiesta dapprima del presidente del consiglio comunale, Fabrizio Ferrante, e poi, del vice presidente dell'assemblea, Andrea Ferri.
Entrambi fanno riferimento alla nota con cui il presidente del Collegio dei revisori dei conti, Giuseppe Spizzico, aveva contestato la procedura con la quale gli altri due componenti l'organismo avevano espresso il parere sul rendiconto 2013 in sua assenza e, a suo dire, autoconvocandosi, autodeterminandosi ed esercitando, quindi una funzione foriera di gravi anomalie.
Il segretario generale, prendendo atto delle note rilasciate dal presidente del Collegio, a sua volta fa notare che "il parere trasmesso dagli altri due componenti può essere inficiato da invalidità. Infatti, il vigente regolamento di contabilità, che disciplina le sedute e deliberazioni del Collegio dei revisori, statuisce che il presidente del Collegio dei revisori convoca e presiede il collegio e stabilisce il lavoro per ciascuna seduta. Ciò posto, se vi è stata una violazione della norma regolamentare, così come rappresentata dal presidente del medesimo Collegio al fine di salvaguardare la legittimità degli atti e dei termini previsti per l'approvazione dei bilanci, occorre richiedere al presidente di riconvocare il collegio e rendere i pareri nei modi e termini richiesti".
Da qui, l'inevitabile slittamento della data di due settimane. Con le inevitaboli polemiche che ne deriveranno sulle eventuali, e finora non meglio precisste responsabilità di questa inedita pagina della storia politico amministrativa di Trani.
