Entro il prossimo mese di ottobre, Amet Spa avrà finalmente il suo piano industriale. È quanto si è sancito all'esito dell'incontro, tenutosi nei giorni scorsi presso la Prefettura di Barletta Andria Trani, fortemente richiesto dai dipendenti ed accordato dal prefetto, Clara Minerva.
Al tavolo erano presenti, per il Comune di Trani, il vice sindaco, Giuseppe De Simone, l'assessore alle finanze, Emilia Pappalettera, ed il dirigente del settore finanziario, Grazia Marcucci. Per l’Amet c’erano il presidente, Nicola Pappolla, l'amministratore delegato, Nicola Dicorato, ed i rappresentanti delle organizzazioni sindacali.
Ebbene, l'incontro è stato utile, finalmente, per fare chiarezza su modi e tempi con cui uscire dalla situazione di stallo che ha indotto, da tempo, le sigle ad indire lo stato di agitazione ed organizzare, anche, due giornate di sciopero del settore elettrico.
Come dicevamo, la questione al centro di tutto è l'assenza di un piano industriale, riconosciuta dal Prefetto, che ha pertanto invitato il socio unico dell’Amet, il Comune di Trani, e la stessa azienda, ad attivarsi di conseguenza.
L’accordo assunto è che la giunta, entro settembre, approvi un atto di indirizzo in vista della definizione del piano industriale e relativo contratto di servizio, e l’Amet, da lì ad un mese, a sua volta lo presenti formalmente.
Nel frattempo, entro il 15 luglio, azienda e sindacati si incontreranno per definire a loro volta i prossimi passi ed, eventualmente, porre fine allo stato di agitazione. «Ringraziamo vivamente il signor Prefetto - afferma a nome delle organizzazioni sindacali Franco Di Toma, segretario territoriale dell’Ugl - per l'interessamento alla delicata questione del futuro dell'azienda elettrica di Trani. Soltanto grazie a lei è stato possibile, finalmente, smuovere una situazione che, ormai, pareva paralizzata»
Nel frattempo, a quanto si è appreso, Amet si preparerebbe a chiudere l'esercizio 2013 con una perdita di 70mila euro, un grosso passo avanti rispetto ai 2 milioni e mezzo di disavanzo dell'anno precedente. È anche vero, peraltro, che durante l'anno appena trascorso gli investimenti dell'azienda si sono pressoché azzerati, pur di rientrare il più possibile dalla perdita maturata nel 2012.
