Un gruppo di circa una ventina di persone ieri pomeriggio ha dato vita ad una protesta pacifica nei confronti del Comune di Trani per quanto riguarda la presenza dell'opera di Arnaldo Pomodoro. Negli scorsi giorni a farsi carico di una nota polemica è stato il consigliere comunale Giuseppe Forni, (ex?) quota in Forza Italia, legato all'associazione Trani Tradizioni, protagonista della protesta inscenata quest'oggi.
Non erano in abiti storici ma i panni che vestono li hanno difesi a "spada tratta" ed hanno manifestato la loro difficoltà con il condividere uno spazio con l'opera artistica di un contemporaneo. Un simbolo così eclatante, morbosamente fallico ed intrinsecamente suggestivo, stele di bronzo, eccessiva e minuziosa, criptica e lineare, cozzerebbe - stando a quanto riportato dai manifestanti - con i costumi di re e regina, dell'Hohenstaufen e signora, cozzerebbe con i fumi e i colori che sgorgherebbero da Castello.
I presenti alla manifestazione sono stati accolti dall'assessore Sotero che avrebbe assicurato di star lavorando per trovare una soluzione a tutto. E tra le proposte affiorate sarebbe emersa quella del telo a coprire l'opera, magari inglobata nel palcoscenico. E poi, magari, colpo di scena: Arnaldo Pomodoro in persona e a bordo di un jetpack verrà, per ripicca, a spegnere l'incendio fittizio. Fosse anche solo un incendio di parole e di "casi".
L'associazione promotrice della manifestazione storica, comunque, non si smuove: «Quell'opera non lì e soprattutto non durante il nostro evento».
