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Consiglio Trani, il sindaco ha sicuramente diciassette voti: li ha trovati già respingendo una pregiudiziale

È iniziato il consiglio comunale con ventidue presenti. «Seduta aperta, ma – ha precisato il presidente dell’assemblea, Fabrizio Ferrante -, su alcuni provvedimenti servirà la maggioranza assoluta». Sono iniziati gli interventi preliminari, Ferrante ha chiesto ai consiglieri di accorciare al massimo i tempi dei preliminari, giacché la seduta è molto lunga.

Il primo ad intervenire è stato il consigliere dei Verdi, Francesco Laurora che, parafrasando la Divina commedia, ha paragonato il cammino amministrativo del sindaco a quello dantesco nella selva oscura. Intervento troppo lungo, interrotto dal presidente per sforamento dei tempi.

Bartolo Maiullari ha chiesto lumi sui tempi di pagamento del fitto casa, accessi a mare e deiezioni canine. Francesco Altamura s’è soffermato su presunte sovrapposizioni nella gestione del verde pubblico, Tommaso Laurora sul caso Pegaso e cambi di gestione di immobili comunali dediti alla ristorazione.

Beppe Corrado ha ammesso: «Oggi ritroverete la maggioranza ed approverete il bilancio, ma Trani s’è smarrita da tempo. Ho contato diciassette bancarelle abusive al porto, sto per contare cinquanta nuove assunzioni all’Amiu nei prossimi mesi. Ed oggi parleremo di incompatibilità in giunta e, soprattutto, in consiglio». 

Domenico Triminì ha reiterato la richiesta al sindaco di eliminare del tutto la giunta e avocare a sé tutte le deleghe, circondandosi dei soli dirigenti. Riccardo Gagliardi, solidarizzando con il sindaco, ha attaccato la minoranza per l’uscita dall’aula di venerdì scorso ed il presidente del Collegio dei revisori dei conti: «Con la storia delle anomalie segnalate alla vigilia delle sedute ci hanno solo intimidito, e questa è l’unica verità». Mimmo De Laurentis ha replicato: «Siete voi a dovervi trovare i numeri. E siete voi che dovete gestire il denaro pubblico come il buon padre di famiglia. Le ultime vicende sulle manifestazioni estive la dicono lunga e, per quello che è accaduto, il sindaco si dovrebbe dimettere».

Fabrizio Ferrante, parlando da consigliere, ha anticipato emendamenti sull’estensione della refezione scolastica e difesa dell’accorpamento a Trani degli uffici giudiziari.

Il sindaco, Luigi Riserbato, ha ringraziato pubblicamente gli assessori uscenti e ha attaccato la minoranza: «Non è responsabile uscire dall’aula per fare mancare il numero legale. In Provincia l’opposizione non ha mai fatto così. Io, in ogni caso, lascerò i luoghi del potere senza essere mai stato affascinato dal potere: in Lambretta giravo ed in Lambretta giro ancora. L’oscurantismo di cui parla Francesco Laurora? Forse, invece, c’è stata troppa luce, che ha posto fine al chiacchiericcio di dieci anni di amministrazione di cui ho pure fatto parte. Ovunque si cambia, non vedo perché non avremmo dovuto farlo noi. Accessi a mare? C’è un’inchiesta giudiziaria in corso. Deiezioni? Abbiamo pronto un corso di formazione per operatori ambientali preposti. La refezione scolastica? Abbiamo già dato rassicurazioni, ma sono certo che oggi verrà fuori una volontà trasversale di risolvere definitivamente il problema. Gli uffici giudiziari? Certo, li vogliamo, ma chiediamoci sempre quanto ci costano».

Respinta una pregiudiziale del consigliere Francesco Laurora (con successivo show di Mimmo Santorsola), che chiedeva il rinvio della seduta a causa delle nuove, presunte anomalie del funzionamento del Collegio dei revisori dei conti e della mancata riunione preliminare dell’Ufficio di presidenza del consiglio comunale: la richiesta è stata rigettata con 17 voti contrari, che sono quelli che certificano che il sindaco, oggi, ha la maggioranza.


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