È ancora viva l’eco dell’ultimo consiglio comunale in cui s’è approvato il bilancio, durato diciassette ore a cavallo fra fine luglio ed inizio agosto. Lo scorso mese di giugno, peraltro, non si sono tenute sedute, eppure la macchina amministrativa dei gettoni di presenza non s’è per nulla fermata.
Evidentemente, solo grazie al lavoro delle commissioni consiliari, si sono spesi 25.l600 euro in gettoni di presenza per le commissioni del mese scorso, che hanno visto tre soli consiglieri (Francesco Altamura, Pasquale Brescia e Domenico Triminì) raggiungere la quota massima prevista di 1127,17 euro per la partecipazione ad almeno 16 riunioni.
Gli altri si sono fermati, in alcuni casi al di sotto di questa soglia e poco oltre quella dei 1000 euro: Damascelli, Francesco e Tommaso Laurora, Lima, Paolillo, Scagliarini, Tortosa. Poi, alla spicciolata, arrivano tutti gli altri e, con «zero euro», ma ancora per poco, gli ormai ex consiglieri provinciali Giuseppe Corrado e Stefano Di Modugno.
Infatti, il consesso di Barletta Andria Trani, nel frattempo, ha terminato le sue riunioni - a causa dell'entrata in vigore della legge di riordino sulle province italiane – e, quindi, a partire dal mese di luglio, Corrado e Di Modugno opteranno, gioco forza, per i gettoni di presenza a Trani non percependo più quello in Provincia.
Vi è da segnalare, peraltro, che, con la stessa determinazione dirigenziale con la quale si sono pagati i gettoni di giugno, sono stati anche erogati quelli di maggio a beneficio dei soli componenti la quinta commissione consiliare. Si tratta dell’organismo presieduto dal consigliere Francesco De Noia, tuttora sospeso dalla carica dal Prefetto a causa di un’inchiesta della Procura militare nei suoi confronti.
De Noia, a carico del quale vige tuttora il divieto di dimora a Trani, è stato raggiunto da questo provvedimento cautelare a cavallo tra fine maggio ed inizio giugno. Nel frattempo, però, nel quinto mese dell'anno aveva maturato i 1127 euro massimi previsti per almeno sedici presenze alla sua commissione, alla pari dei colleghi Cognetti e Damascelli, mentre leggermente inferiore è il compenso percepito dagli altri due membri della commissione, Andrea Ferri (959 euro) e Bartolo Maiullari (811).
Oltre i numeri, qualche valutazione va compiuta per quanto riguarda, ancora una volta, il lavoro delle commissioni: cosa producono questi organismi perché si tengano così tante riunioni?
Ci aspetteremo, almeno, che in consiglio comunale vadano quei provvedimenti, soprattutto regolamenti, di cui più volte, e a vario titolo, proprio i presidenti delle commissioni hanno richiamato l’estrema necessità. Pensiamo, per esempio, al regolamento degli impianti pubblicitari, oppure al piano delle coste. Fa eccezione il regolamento su utilizzo e gestione degli impianti sportivi, approvato proprio nell’ultima seduta.
Proprio questi dovrebbero essere i provvedimenti qualificanti di una commissione consiliare, ma, evidentemente, qualcosa non va perché, a fronte di così tante riunioni degli organismi propedeutici al consiglio comunale, le delibere arrivano in consiglio con il contagocce.
