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Revisori nelle aziende di Trani, Nardò jr. stacca tutti i fili: «Abbandono questa politica che non fa per me»

Dopo la presa di posizione del padre, Giuseppe, ex presidente della casa di riposo «Vittorio Emanuele II», in merito al problema delle parentele nei collegi sindacali di Amiu ed Amet, adesso è proprio l'ex assessore alla cultura, Salvatore Nardò, a prendere le distanze da quegli ambienti politici che, fortemente, lo avevano sostenuto prima e durante il suo mandato in giunta. Dopo le sue dimisisoni, peraltro, qualcosa era parso si fosse incrinato e, oggi, se ne ricava la palese dimostrazione. Così, di seguito, Nardò jr.

***

Avendo appreso ieri solo dalla stampa locale delle nuove nomine collegiali delle aziende Amiu ed Amet, faccio i miei auguri di buon lavoro ai nuovi insediati. In particolare faccio i miei auguri al dott. Antonino Battista ed al consigliere Dipinto per il risultato ottenuto. Risultato dal quale mi devo, però, discostare non avendo preso parte in alcun modo né io né il gruppo di elettorato attivo vicino a me ed al consigliere Dipinto alle scelte ed alle decisioni prese e non essendo stato messo a conoscenza delle stesse apprese solo con la lettura sulla stampa delle notizie sulle nuove nomine.

Personalmente, ritengo di non poter in alcun modo sentirmi vicino ad un gruppo consiliare che, dopo aver condiviso con il sottoscritto e con gli amici che ci sostenevano la delusione della mancata condivisione di quasi tutti i programmi proposti a questa maggioranza, e le inevitabili dimissioni che ne sono derivate da parte del proprio assessore di riferimento, senza condividere con la base le proprie scelte decide di rimanere legato alla maggioranza votando quello stesso bilancio non votato poco prima dallo stesso assessore, e di rimanere in maggioranza a fronte di altre posizioni non funzionali al conseguimento dei programmi condivisi in fase di campagna elettorale con i nostri elettori, programmi incentrati sulla Cultura e sul Turismo e sulla volontà di creare opportunità e risorse per il territorio.

Seppur senza rinnegare il percorso svolto fino a marzo di quest’anno, mi dimetto simbolicamente da qualsiasi legame con questa politica e con i suoi metodi. Confermo la mia eterna e indiscussa amicizia al consigliere Dipinto e la mia stima verso il dott. Battista che saprà porre, con il suo operato, elementi di eccellenza nella gestione della delicata azienda in cui va ad operare. Rimetto il mio lavoro a disposizione della città pubblicando nelle mie note personali l’atto di indirizzo di programmazione che ha innescato il viaggio senza ritorno verso le mie dimissioni e alle cui domande ancora nessuno ha dato risposte.

Salvatore Nardò (assessore alla cultura uscente)


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