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Settimana medievale: folla ed applausi per il bis al castello, poi in tanti lasciano Trani ed il corteo resta appannaggio di pochi

Piazza Re Manfredi nuovamente gremita ed applausi a scena aperta per il bis dell’incendio del Castello svevo. Poi, un corteo interminabile a seguito di Re Manfredi e sposa. Questi i due elementi caratterizzanti della serata di chiusura della Settimana medievale, a cura di Trani tradizioni, andata in scena ieri sera fra piazza Re Manfredi e strade della città.

Lo spettacolo sul maniero federiciano, ancora una volta, ha catturato l'attenzione di un numeroso pubblico: gli organizzatori al microfono hanno proclamato la presenza di 10mila persone, dopo l’ennesimo gran dispiegamento di fotocamere per catturar ei momenti più belli dell’attrazione.

Poi è stata una volta del corteo messo in scena per le strade della città: centinaia di figuranti con abiti d'epoca, strumenti musicali, bandiere, cavalli e molto altro.

E ieri sera si è capito perché Battiti Live sarebbe stata incompatibile con questa manifestazione: il corteo era veramente interminabile, e non avrebbe avuto modo di esprimersi passando attraverso piazza Quercia e via Statuti Marittimi durante lo spettacolo canoro.

Peccato, però, che alla fine dello spettacolo del castello in molti siano già andati via: il corteo è rimasto appannaggio di un numero di spettatori nettamente inferiore rispetto a quelli che erano giunti a Trani solo ed esclusivamente per godersi l'ennesima attrazione pirotecnica di questa estate tranese.

Gli organizzatori, che hanno celebrato i dieci anni di attività del sodalizio, ove mai dovessero continuare a realizzare quest’evento, dovrebbero valutare l’opportunità di invertire i due momenti: prima fare muovere il corteo e, soltanto alla fine, mettere in scena lo spettacolo al castello. In questo modo, inchioderebbero gli incalliti della pirotecnia a restare fino alla fine, giovando anche alla partecipazione popolare al corteo.

E poco importa che, così, «non si rispetterebbe la storia»: in fondo, l’incendio stesso, di storico, sembra abbia ben poco.

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