«Vorrei approfittare di questo momento per un piccolo appello: chi ha visto, vada a dire qualcosa alla Polizia. Sarebbe potuto succedere a qualsiasi persona, ad un bambino, una donna incinta, a chiunque. C’è una famiglia che ha bisogno di giustizia, e stare in silenzio non serve a niente. Pertanto, ci si metta una mano sulla coscienza e si vada, per favore, all'autorità competente, anche nell’anonimato. Ma fatelo, almeno, per quei poveri ragazzi».
Questo l’appello di Carmela Fiore, nipote di Otello Bagli, a margine di una serata, tenutasi ieri sera in via Andria, nei pressi del passaggio a livello murato, in cui si è ricordato il cantante neomelodico ucciso, lo scorso 29 ottobre, in un agguato di cui ancora non si conoscono i responsabili.
L’omicidio di Otello Bagli non ha ancora, di fatto, un movente e, tampoco, un colpevole. In tutti questi mesi, le indagini hanno provato a fare luce sul caso, soprattutto cercando di porlo in relazione con quello del tentato omicidio, avvenuto solo pochi giorni prima, nello stesso luogo, piazza vittime dell’11 Settembre, ai danni del terlizzese Gianluca Desimine. In quel caso, scenario e responsabili furono chiaramente ricostruiti, mentre, per Bagli, una verità ancora non c'è.
Secondo la famiglia dell’ex presidente della cooperativa Un amico per Trani, le indagini si sarebbero arenate, ma, se questo davvero fosse accaduto, sarebbe perché chi ha visto non parla.
Carmela Fiore, succeduta allo zio alla presidenza della cooperativa, da tempo sta combattendo una difficile battaglia per non dimenticare. E, ieri, con coraggio, ci ha messo più che mai, in pubblico, la faccia. Forse, in quel pubblico, c’era davvero chi ha visto e sa, forse persino chi ha sparato.
Per lei, e per la famiglia, non sarà un ferragosto come tutti gli altri. Il relax si mischia con un velo di tristezza e sofferenza che niente e nessuno potranno più cancellare, ma che, sicuramente, una giustizia certa potrebbe almeno squarciare.
