In una polemica a puntate, che ha dato l’impressione di sfociare anche, e soprattutto, in attacchi personali nei confronti di soggetti più che lontani, oggi, dallo stesso Partito democratico (vedi l’ex candidato sindaco, Ugo Operamolla), il gruppo consiliare del Pd prova a ricondurre la dialettica nel merito dei quesiti da cui il confronto era partito.
«Oltre la certezza di aver toccato un nervo scoperto – scrive il capogruppo, Mimmo De Laurentis, a nome degli altri colleghi consiglieri del Pd, Carlo Avantario, Domenico Cognetti, Fabrizio Ferrante, Tommaso Laurora) l’impressione è che simili reazioni siano mirate esclusivamente a sviare l'attenzione dei cittadini per occultare le questioni da noi poste. Noi non vogliamo cadere nell'errore di personalizzare il dibattito amministrativo e politico, alimentando inutili e fuorvianti polemiche.
Restiamo invece convinti che il primato della buona amministrazione della cosa pubblica possa essere perseguito anche da chi oggi è all’opposizione, verificando i metodi di gestione della spesa pubblica da parte di chi oggi amministra».
Nel merito, dunque, circa le risposte fornite alle nostre richieste dall’amministratore dell’Amiu, Antonello Ruggiero, che il Pd giudica «insufficienti», giungono altre osservazioni: «L’Amiu è dotata di un regolamento per l’esecuzione di lavori e l’acquisizione di beni e servizi in attuazione del Codice dei contratti pubblici e delle norme del successivo regolamento attuativo. Il ragionier Ruggiero, con la sua risposta, ha implicitamente ammesso che le procedure ivi previste non sono state regolarmente eseguite. L’amministratore dell’Amiu, infatti, ha ammesso che sono stati eseguiti affidamenti diretti ed ha confermato che sono state appaltate forniture a seguito di affidamenti scaduti, e quindi in proroga, ma non ci ha detto se siano state già predisposte le nuove gare per i nuovi affidamenti. Infine – prosegue la nota del gruppo del Pd -, non ha detto nulla sull’osservanza del principio di rotazione dei fornitori, né sulle forniture frazionate i cui importi complessivi superano i 50.000 euro, né se siano state già impostate le relative procedure di gara».
Osservazioni ed interrogativi che paiono sovrapponibili con i questi che lo stesso Pd, a più riprese, ha sottoposto al sindaco, «giacché l’amministrazione comunale, purtroppo, opera in modo identico».
Peraltro, il Pd precisa che le nostre osservazioni si rivolgono esclusivamente all’Amiu, giacché l’Amet, non avendo ancora adempiuto alla pubblicazione delle forniture dei beni e dei servizi per l'anno 2013, come invece le imporrebbero le norme anticorruzione, non ci consente di formulare, al momento, alcuna valutazione».
