Riceviamo e pubblichiamo
«Mentre i Partiti sono sempre “impegnati” in campagna elettorale, continuando a litigare tra loro e anche al proprio interno, le Imprese locali continuano a chiudere.
Pochi giorni fa un’altra delle nostre imprese associate del settore calzaturiero di Trani, ha chiuso i battenti e 15 famiglie hanno perso il lavoro.
Altre aziende rischiano di seguire la stessa sorte nei prossimi mesi. Tra le cause che stanno portando numerose aziende a prendere la decisione di chiudere, non sono solo la concorrenza sleale asiatica, la diminuzione dei consumi, la stretta del credito operata dalle banche, ma soprattutto il peso del fisco sugli Artigiani e Piccole Imprese.
Abbiamo già a Maggio 2014 ufficializzato i risultati inquietanti forniti dal Centro Studi della CNA Nazionale, che ha calcolato il prelievo delle Amministrazioni pubbliche sul reddito, per la Provincia Bat e di TRANI, di oltre il 60%. Percentuale che viene ulteriormente aumentata dalla tassazione locale.
È di questi giorni infatti la pubblicazione della decisione presa dal Consiglio Comunale di Trani, di aumentare la Tassa sui rifiuti – oggi chiamata Tari. Per le aziende artigiane e della piccola industria l’aumento previsto per la Tari (tassa rifiuti) è del 100%. Una vera stangata!
Aumento insostenibile in questo particolare e difficile momento, tenuto conto che le aziende artigiane e industriali sono già obbligate, per legge, a smaltire o avviare al recupero, a proprie spese, i rifiuti speciali prodotti.
Forte preoccupazione e perplessità desta il nuovo regolamento sui rifiuti - TARI - approvato dal Consiglio Comunale, che ha modificato quello dello scorso anno. Manca infatti il criterio della quantità per la classificazione dei rifiuti speciali assimilati ai rifiuti urbani, nonostante le sentenze della Corte di Cassazione - sezione tributaria-, abbiano più volte precisato che “ il regolamento comunale che prevede solo una mera elencazione delle sostanze assimilabili, indicandole nominativamente, e senza alcuna specificazione dei relativi limiti quantitativi, deve essere ritenuto illegittimo”.
Inoltre nello stesso regolamento non sono state individuate le aree di produzione di rifiuti speciali non assimilabili e i magazzini di materie prime e di merci funzionalmente ed esclusivamente collegati all’esercizio di dette attività produttive, ai quali si estende il divieto di assimilazione, così come stabilito dal SALVA ROMA TER.
Tale mancanza potrebbe riaprire una fase di contenzioso tra le imprese e l’ufficio tributi del Comune. Infine sorprende la quantificazione del costo del servizio per l’anno 2014 calcolato in € 7.331.378,52 - con un aumento di € 1.381.976,10 rispetto allo scorso anno. Il costo pro capite per i cittadini di TRANI sarebbe di circa € 130,00.
Non vi è traccia, nei documenti approvati in Consiglio Comunale, del Ristoro Ambientale, cioè dei € 3,44 a tonnellata che il Comune di TRANI incassa dagli altri Comuni che conferiscono in discarica, come rimborso “sull’impatto ambientale”, ( cioè sulla salute dei cittadini), e che per l’anno 2013, e sicuramente anche per quest’anno, si aggira intorno a un milione di euro. Somma che dovrebbe essere finalizzata per diminuire il costo della tassa.
Siamo convinti che un preventivo confronto tra le associazioni di categoria e l’Amministrazione Comunale, unitamente ai solerti consiglieri componenti delle specifiche commissioni, avrebbe consentito di individuare soluzioni alternative, eque, finalizzate a premiare i cittadini e le imprese che producono meno rifiuti, ad incentivare il riciclo, e avviato il percorso del così detto “ Bilancio Partecipato”, purtroppo dichiarato solo durante le campagne elettorali.
Siamo costretti ancora una volta a protestare, ma nello stesso tempo, nello spirito di collaborazione che ci ha sempre contraddistinti, chiediamo al Sig. Sindaco di convocare una riunione urgente, invitando a partecipare assessori, dirigenti e responsabili degli uffici preposti, unitamente ai rappresentanti delle associazioni di categoria, al fine di chiarire le perplessità su esposte e trovare insieme le opportune modifiche, in favore delle imprese e dei cittadini».
Michele De Marinis
Presidente CNA BAT
