Ho già avuto modo più volte di esprimere pubblicamente il mio totale dissenso sul Pano delle Opere Pubbliche approvato dalla maggioranza in occasione del bilancio di previsione. Manca, infatti, ogni previsione, nell'intero triennio, dell'esproprio e della realizzazione delle strade di accesso al mare. Manca la volontà, nell'anno in corso, di adeguare gli edifici scolastici alle norme di sicurezza, prevenzione incendi e superamento barriere architettoniche.
Sono previste solo potenziali manutenzioni, ovviamente da eseguirsi con lavori d'urgenza, probabilmente destinati ad essere affidati senza procedimenti di evidenza pubblica. Molti progetti inseriti nell'elenco annuale non risultano approvati in giunta e forse sono esistenti solo sulla carta, anche perché richiedo da un anno e mezzo l'elenco dei provvedimenti di giunta e non mi viene fornito!
Ma la cosa che mi ha notevolmente sorpreso, come consigliere comunale e come cittadino, durante la seduta del consiglio comunale in cui venne approvato il bilancio, è stato il modo superficiale ed arrogante con cui venne affrontato un emendamento proposto dal sottoscritto e dal collega Ferrante, che a sua volta lo aveva abbondantemente anticipato sui giornali, riguardante il completamento del palazzo Carcano destinato ad uffici giudiziari.
Molti ricorderanno il grido di allarme lanciato sulle impellenti necessità di dover reperire spazi per l'attività giudiziaria, lamentando anche ingerenze da parte di sindaci di comuni vicini per delocalizzarli da Trani. Onde risolvere il problema degli spazi per uffici giudiziari che, peraltro, e' sottoposto da anni all'amministrazione comunale, in Consiglio Comunale fu proposto l'emendamento, con il quale si ipotizzava di completare finalmente palazzo carcano, rimpinguando il mutuo previsto per l'anno 2015 e, in previsione, per l'anno 2017. In tal modo si sarebbe programmata, ritengo in modo serio, la disponibilità di spazi per l'attività giudiziaria, avremmo consentito la fruizione pubblica di un importante immobile, pezzo di storia della nostra città, e lo avremmo anche posto a reddito introitando il canone di locazione ministeriale, a parziale copertura del mutuo.
Ebbene, dopo aver ottenuto anche il parere favorevole di regolarità contabile del dirigente pro tempore, il nostro emendamento venne respinto, senza alcuna motivazione da parte della maggioranza (!?!). Il sindaco Riserbato e i superstiti consiglieri di maggioranza, senza manco esprimere una motivazione o una valutazione, respinsero seccamente esprimendo il parere contrario.
Questo e' il confronto sulle idee per la città. Le proposte della minoranza da un orecchio entrano e dall'altro escono. È bene che queste cose si sappiano, perché sapere vuol dire ricordare. E' bene che lo sappiano i cittadini, i magistrati costretti nelle loro intasate sale d'udienza, gli avvocati che rincorrono le cause fra i vari immobili, i dipendenti degli uffici giudiziari. È bene che lo sappia il Presidente del Tribunale e tutta la Commissione di manutenzione.
A poco servono le notizie recenti secondo le quali le aule dei Giudici di Pace troveranno sede all'interno di un immobile privato su Corso Cavour, occupando ulteriori locali senza aumento del fitto: aumentare la attrattiva di un immobile è una logica strategia del privato che concorre ad evitare che chi decide possa intraprendere, seriamente, soluzioni alternative e definitive, quale e' senza dubbio il completamento del palazzo Carcano. Il tempo dirà se l'emergenza, frutto dell'improvvisazione e della compiacenza, travolgerà la nostra città.
Tommaso Laurora - Consigliere comunale Pd

