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Negrogno (Sel): «Dalle classi vip ai bimbi rom. Ma, per fortuna, nella scuola di Trani, c'è chi tiene ancora duro»

Quando due anni fa dovevamo iscrivere mio figlio al primo anno di scuola elementare, abbiamo scoperto che, rispetto a quando ero alunno, le cose non sono affatto cambiate. Il cellulare di mia moglie squillava continuamente e mia moglie se ne stava ad ascoltare in silenzio o rispondendo a monosillabi.

Preoccupato, le chiesi spiegazioni. Erano mamme di bambini che, come nostro figlio, avrebbero iniziato la scuola elementare. La loro grave ambascia era quale fosse la classe migliore e quindi quale maestra scegliere. Pare ce ne fossero alcune molte gettonate dalle persone di un certo ceto sociale.

Mia moglie ed io ci chiedevamo cosa intendessero per "classe migliore" ma comunque non ci lasciammo trascinare in questo gioco borghese. Quando frequentavo il liceo scientifico, c'erano solo due sezioni, la A e la B. La A era quella dei VIP mentre la B quella dei comuni mortali (ho usato un eufemismo), ovviamente io ero nella B. Le cose mi pare stiano ancora più o meno così.

In questo contesto immutabile della nostra società civile, immaginiamoci cosa possa accadere se, in una classe di Vip o in una classe di comuni mortali dove buona parte dei genitori ha già subito l'affronto frustante di non stare tra i Vip, arrivano dei bambini rom. Ecco, siamo razzisti tra di noi, figuriamoci con gli zingari. Probabilmente quelli che non vogliono i bambini rom a scuola sono gli stessi che non li vogliono ai semafori, ma solo perché preoccupati per lo smog che respirano. Ma va! Quelli che: "non sono razzista ma", "sono cristiano ma non frequento", "piove governo ladro".

Mio figlio quando li ha visti con il grembiule e lo zaino pieno di supereroi proprio come il suo ha esclamato: papà guarda, gli zingari vanno a scuola, così potranno avere una vita migliore. È una soddisfazione per un padre.

Un grande plauso anzi grandissimo al direttore scolastico Gaetano Scotto che, quando alcuni genitori, turbati dalla presenza dei bambini rom, ne hanno chiesto il trasferimento ad altra classe o scuola, la sua risposta è stata categorica: “Piuttosto trasferite i vostri”. Così è avvenuto. Grazie.

Rino Negrogno Sel
Responsabile Politiche Sociali e del Lavoro


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