«Grande soddisfazione per l'esito di una campagna elettorale fra le più difficili, con un sistema elettorale che, con il voto ponderato, favoriva decisamente Andria ed i piccoli comuni, penalizzando per Trani. È stato un percorso complicato e pertanto, a maggior ragione, la soddisfazione enorme». Così Beppe Corrado, commentando a caldo la conferma della carica di consigliere provinciale.
Questa volta, però, il voto è arrivato non dai cittadini, ma da consiglieri comunali di Trani e, soprattutto, Bisceglie, «grazie all'ottimo asse Udc-Ncd – fa notare Corrado – e, lasciatemelo dire, per una volta è Trani che detta i tempi, politicamente parlando, su Bisceglie. Da oggi le cose cambiano e la classe politica tranese mostra di avere qualità e voce per dire qualcosa di più: questo diventa un gran trampolino per fare quadrato in favore di un candidato tranese alle prossime elezioni regionali: se a Trani si fa quadrato, i risultati si ottengono sempre».
Ma Beppe Corrado, da oggi, coerentemente con quanto affermato nei giorni scorsi, è un ex consigliere comunale? «È una circostanza da verificare con il segretario generale – risponde l’interessato -, perché l'impressione è che le dimissioni da consigliere comunale determinino la decadenza anche da consigliere provinciale. Certo, non rinnego quello che ho detto, ma, adesso dobbiamo approfondire la questione».
Ma l’essere all’opposizione a Trani ed in maggioranza in Provincia non è alquanto contraddittorio? «È proprio questo il motivo per cui avevo deciso di dimettermi, ma faccio notare che la maggioranza, a Trani, che pure avrebbe i numeri per governare, non è riuscita a fare eleggere di Stefano Di Modugno. E questo deve indurla a compiere alcune valutazioni».
Questo farebbe presumere un allargamento della maggioranza, ma proprio su questo Corrado frena: «Lo dicevo prima: il sindaco ha una maggioranza autonoma, con la quale può governare. Lo ha dimostrato nell'ultimo consiglio comunale e, quindi, è prematuro parlare sia di questo, sia di voto anticipato. Ora godiamoci il risultato e guardiamo alle prospettive di questa provincia che anch'io, come il presidente Spina, ritengo tutt'altro che è morta, anzi, destinata a rafforzarsi nelle funzioni attraverso il paradosso di una legge che ha tolto ai cittadini il potere di votare i suoi rappresentanti, ma ha mantenuto in piedi le province con tutte le loro competenze».
