La pietra racconta fatica, ma sfida anche il cielo e diventa, qui, il tempio del gusto. La cena delle pietre richiama tutto questo e chiama in causa i sensi e la convivialità. Il valore aggiunto di quest'ultima sono stati i due chef, due stelle assolute, a parte quella ufficiale, “Michelin”, di Lo Basso.
Giovanni Lorusso, il padrone di casa, e Felice Lo Basso, l'ospite, che ha sfondato a Milano portando al nord la professionalità del sud, hanno unito le loro esperienze al servizio degli ospiti de Le lampare al fortino.
S'è partiti con un carpaccio d'ostrica, un poche di seppia, un cubetto di tonno ed una presentazione già di livello: questo aperitivo è stato realizzato a quattro mani. Ad accompagnarli, un Franciacorta Saten Soul 2006, uno chardonnay frutto di sessanta mesi di fermentazione, che si distingue per il colore giallo oro ed i tanti profumi.
Il secondo vino servito è stato un Fiano 2013 della tenuta Chiaromonte, proveniente dalla Valle d'Itria e, segnatamente, dal vitigno "Minutolo", accompagnatosi ad un "Quadro in cerca d'autore" formato da "cuore di burrata, rosso di gambero, ricci e capricci". Il piatto porta la firma di Giovanni Lorusso.
Dal panorama di Milano al mare di Trani, Felice Lo Basso elogia L'Unico, il ristorante lombardo in cui lavora e che si trova al 23mo piano di un grattacielo. Felice ha sempre lavorato al nord, ma, ovunque operi, porta sempre sapori e tradizioni di Puglia: «La mia cucina – spiega - è semplice e passionale, fatta di ricordi, amore e cuore». Come antipasto, ha preparato uno "Scampo in crosta d'autunno, spugna di rapa rossa e cracker di polenta”. L'abbinamento s'è realizzato con un Sanct Valentin 2013.
Con la firma di Giovanni Lorusso, la serata è proseguita con un "Fusillone trafila in bronzo, latte di ostriche, cece nero delle Murge e noir mantecato di baccalà morro”. Ad affiancare questo primo, un Sanct Valentin Savignon 2013. Gran primo di un grande chef, che non ha nascosto di essere stato corteggiato da ben quattro ristoranti negli altrettanti di lavoro a Trani: «Richieste che mi hanno lusingato - confessa -, ma che ho sempre declinato, perché il mio cuore è qui».
Il piatto, per la cronaca, rimarrà unico ed irripetibile: «L'ho pensato e preparato per Felice - rivela Lorusso -. Non lo proporrò più, anche se sarà piaciuto e lo chiedessero di nuovo».
Novanta triglie di scoglio sono state il cuore del secondo, preparato da Felice Lo Basso, completato da carciofi e pecorino. Per Lo Basso è stata l'apoteosi, per Il padrone di casa, Antonio Del Curatolo, l'occasione di abbinare un eccellente Primitivo Gioia del Colle Doc 2010, anche questo, come il Fiano di partenza, appartenente alle Tenute Chiaromonte.
Finale dolce con un "Gianduiotto al cotto di moscato rosa, gelatina di Primitivo di Gioia del Colle, brina di cioccolato, caramello e salsa al frutto della passione". Inevitabile l'accostamento con un moscato rosa, segnatamente un St. Michel - Eppan, del 2010.
Complessivamente, una serata di gran qualità che ha posto in risalto la tecnica sopraffina di due chef del territorio, Lorusso di Bisceglie e Lobasso di Molfetta, provenienti dalle scuole alberghiere di Bari e della stessa Molfetta, affiancati da una giovanissima brigata, quella delle Lampare al fortino, anch'essa espressione autentica della formazione nel territorio.
Il valore aggiunto è Trani, capitale del buon gusto e, con le pietre di sant’Antuono, capace di unire il bello senza tempo al bello del palato che si assapora e resta nei ricordi e sensazioni, aspettando i prossimi eventi.
A febbraio la Cena delle pietre si giocherà a parti invertite, con la trasferta di Lorusso a Milano. Il 29 novembre, nel frattempo, altro evento fondato sul tartufo, la «Cena in bianco». Perché, anche in riva al mare, il primo amore per le radici della terra non si scorda mai.











