Un aumento del monte ore dell’assistenza specialistica nelle scuole di Trani. È quanto proporrà formalmente il presidente del consiglio comunale, Fabrizio Ferrante, dopo avere anticipato l’idea all’assessore alla pubblica istruzione, Paola Mauro, nel corso dell’incontro di sabato scorso, presso la scuola Beltrani, in cui si sono superate le incomprensioni che avevano determinato la scelta di un gruppo di genitori di non mandare a scuola i propri figli.
In quella classe vi è un bimbo, iperattivo, che, secondo quanto s’è convenuto nella riunione, ha bisogno di un rafforzamento del coordinamento di cui pure si giova. Ebbene, poiché la copertura dell’assistenza in suo favore è di 25 ore e 40 minuti, mentre le ore di lezione settimanali sono 27, «ho proposto che si aumentino le ore della copertura di assistenza specialistica su questo bambino . spiega ferrante -, in maniera tale da non lasciarlo, tra virgolette, mai solo. Non so se sarà la soluzione, ma può essere una soluzione, e già domattina (oggi, ndr) mi sono impegnato in prima persona a perorarla presso il palazzo di città».
Peraltro, Ferrante non manca di fare rilevare che «capisco, da genitore, che le famiglie dei bambini di questa classe hanno voluto tutelare, ma credo che, da un'esigenza giusta, sia nato un comportamento sbagliato, nel senso che non mandare a scuola i propri figli non è la risposta migliore al problema e rappresenta, anche, una violazione dell’obbligo di frequenza scolastica. La tutela dei propri figli a scuola – spiega Ferrante - va contemperate con le esigenze di integrazione scolastica per soggetti che hanno delle difficoltà, e tali difficoltà bisogna cerca di cancellarle, non inapsirle. Un minore con disagio ha una sensibilità più elevata e, sicuramente, percepisce quello che gli sta accadendo intorno, quindi bisogna evitarne l’isolamento e favorirne l’integrazione completa».
In ogni caso, forse anche grazie al fatto che il caso sia divenuto oggetto dell’interessamento dell’opinione pubblica, si va verso un maggior raccordo tra genitori, istituzioni scolastiche e comunali. Ed è per questo che Bartolo Maiullari, presidente della commissione consiliare della pubblica istruzione, esprime «piena soddisfazione per l’esito positivo che ha assunto la vicenda, grazie al senso di responsabilità di tutte le parti in causa. È innegabile che il problema vi sia stato, ma vi è stato anche un difetto di comunicazione. Adesso ci sono delle questioni da verificare, ma la strada intrapresa è certamente quella giusta».
