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Fa manutenzione al camion, il pistone si stacca e lo travolge: 52enne perde la vita in un'azienda sull'Andria-Trani. Il tragico precedente di quindici anni fa

Sarà l'indagine condotta dal pubblico ministero di turno presso la Procura della Repubblica di Trani, Michele Ruggiero, ad accertare le cause della morte di Vincenzo Paparella, 52enne operaio andriese deceduto ieri, intorno alle 13.30, nell'area della ditta D’Oria, operante nel settore del movimento terra, e che ha sede sulla strada provinciale che collega Andria con Trani, al chilometro 4,500, in direzione Trani.

La vittima stava procedendo alla manutenzione di un rimorchio, insieme con un collega ed altri operai poco distanti dal luogo in cui si trovava. La manovra lo aveva portato a far salire di almeno 45 gradi il cassone del veicolo, vuoto, sul quale si apprestava ad eseguire una normale opera di manutenzione che, sicuramente, aveva già praticato in passato decine e decine di volte.

Questa volta, però, qualcosa è andato storto e l'operaio è stato colpito dal pistone idraulico, improvvisamente distaccatosi dal suo alloggiamento: il pesante oggetto lo ha colpito in pieno, non lasciandogli scampo, mentre il cassone è rimasto ancorato al rimorchio, nonostante si fosse ulteriormente elevato e, quindi, inclinato.

Immediatamente, i presenti hanno chiamato i soccorsi, ma a nulla è valso l'immediato intervento dei sanitari del 118, che non sono riusciti a salvare la vita allo sfortunato operaio: il tentativo di massaggio cardiaco, effettuato dall'equipe “Mike 8” della postazione Andria 1, non ha sortito l'effetto sperato.

Sul posto, da lì a poco, sono giunti i carabinieri della Compagnia di Andria, insieme con il medico legale, che ha confermato il decesso sul colpo del paziente. I militari hanno proceduto a tutti i rilievi del caso ed avviato le conseguenti indagini: il fascicolo, al momento, non avrebbe indagati. L'automezzo è stato sequestrato, mentre l'azienda ha continuato regolarmente la sua attività. Paparella lascia moglie e due figli.

La tragica scomparsa dell'operaio riapre una ferita che, a malapena, si era rimarginata. Infatti, il 14 gennaio 1990, proprio nei pressi dell’ingresso della stessa azienda, in un terribile incidente stradale, morirono otto ragazzi nello schianto fra due vetture di grossa cilindrata: tra questi, Riccardo D’Oria, 23 anni, figlio del titolare dell'azienda in cui ieri, purtroppo, s’è scritta una’altra dolorosa pagina di sangue.

Una morte, questa volta sul lavoro, che ha fatto ripiombare proprietà, dipendenti, una famiglia e la città tutta in quello stesso clima di sgomento, dolore e cordoglio di quasi quindici anni fa.


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