Dal 28 gennaio all’11 dicembre, passando per l’11 novembre: due conferenze stampa «sulla strada, lungo la strada», con, in mezzo, la forma del contratto, le strette di mano, le foto ricordo e le dichiarazioni del tipo: «È stata dura, ma alla fine, ce l’abbiamo fatta. Basta sangue sulla strada della morte». Stamani, alle 11, l’ultima esposizione collettiva prima dell’inizio dei lavori, ma questa volta non ci saranno più passaggi simili: l’ultimo sarà solo ad opere concluse.
Infatti, oggi, giovedì 11 dicembre, iniziano i lavori sulla strada provinciale numero 1 “Trani-Andria”. Prima dello start ufficiale, alle 10, conferenza stampa indetta dal presidente della Provincia di Barletta - Andria - Trani, Francesco Spina, cui parteciperanno i sindaci di Andria e Trani, Nicola Giorgino e Luigi Riserbato, il consigliere provinciale delegato ai lavori pubblici ed infrastrutture, Andrea Minervino, i consiglieri provinciali di Andria e Trani, il dirigente del settore infrastrutture, Mario Maggio, ed i rappresentanti dell’impresa aggiudicataria dei lavori, la “Salvatore Matarrese spa”. L’appuntamento è previsto, come dicevamo, lungo la stessa strada provinciale, in territorio di Andria.
L’inizio dei veri e propri lavori di allargamento sarebbe dovuto avvenire all'inizio del mese di marzo, con tempi contrattuali di ottocento giorni a partire dal 23 dicembre 2013, data in cui la provincia di Barletta Andria Trani aveva affidato i lavori all'impresa esecutrice. Ma si era partiti con un affidamento sotto riserva di legge, senza ancora firmare il contratto.
Infatti, e questo è stato solo l’ultimo degli enormi problemi burocratici che si sono registrati sulla vicenda, erano sopravvenuti i problemi finanziari dell'impresa Matarrese, che ha dovuto cambiare ragione sociale e raccordarsi, sul punto, con il Tribunale: tutto questo ha determinato l’ultimo ritardo, di dieci mesi.
Prima, peraltro, altri anni travagliati di carte, autorizzazioni e ricorsi, un percorso lungo e farraginoso durante il quale, nel 2009, la Regione proponeva alla Provincia di Barletta-Andria-Trani, che rilevava l’opera da quella di Bari, di definanziare l’opera e rifinanziarla a suo carico, preventivando un costo complessivo per gli espropri intorno al milione e mezzo di euro, mentre la Bat si accorgeva che ne sarebbero serviti nove, tutti a carico della Provincia, mentre i comuni di Trani ed Andria hanno fatto la loro parte con un contributo di un milione a testa.

