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Trani dimissionaria, la maggioranza resta ed attende il 19 gennaio. Già nulle le dimissioni del trio Pd

La maggioranza ha scelto: nessuno si dimette. Si attende il 19 gennaio, rispettando la volontà del sindaco, già dimissionario. È quanto è trapelato dalla riunione che i quindici componenti in carica della coalizione di governo (uscito di scena Lima ed esclusi, per i noti motivi giudiziari, Riserbato e Damascelli) hanno tenuto ieri sera per valutare il da farsi in merito alla possibilità di dimissioni collettive.

Tale ipotesi aveva ripreso quota dopo che i restanti consiglieri in carica del Partito democratico, Ferrante, Laurora e Cognetti, si erano recati presso uno studio notarile formalizzando delle dimissioni, finalizzate allo scioglimento del consiglio comunale, valide, però, solo a patto che si vi unissero anche i consiglieri di maggioranza per raggiungere il quorum delle 17 previste.

Invece, la linea che ha prevalso (sebbene alcuni fossero disponibili a mollare sin da subito) è stata di non sfiduciare politicamente un sindaco che, per questioni giudiziarie, si è già dimesso e si presume non tornerà sui suoi passi. In altre parole, separazione totale tra vicenda giudiziaria e questione politica: la maggioranza ignora gli umori della città, dribbla le invocazioni di chi chiede di togliere il disturbo e aspetta semplicemente chi si consolidino le dimissioni del sindaco, cui esprimerebbe, in questo modo, l'ultima forma di rispetto istituzionale.

A questo punto, dunque, possono già dichiararsi nulle le dimissioni rassegnate da Ferrante, Laurora e Cognetti: i cinque giorni di deposito presso il notaio termineranno ancora prima del tempo che si è data la maggioranza.

Da segnalare, però, l’impegno comune che la stessa maggioranza ha assunto per sgombrare il campo dalle illazioni di chi afferma che il collante, allo stato, sarebbero i gettoni di presenza: nessuno ha partecipato e/o parteciperà a commissioni consiliari.

Se, poi, il consiglio comunale delle surroghe dovesse tenersi, sarà solo perché il sindaco avrà ritirato le dimissioni. Ed a quel punto sarebbe veramente un’altra storia.


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