Alla darsena comunale continuano a sparire gommoni. L’altra sera ne è stato rubato un altro, e non è la prima sottrazione di natanti dal porto turistico di Trani: alcuni casi si erano già registrasti nel 2014 e, nonostante la vigilanza, nottetempo ignoti riescono ad intrufolarsi e portar via imbarcazioni senza lasciare traccia.
Ed l proprietario del gommone rubato, oltre il danno, rischia la beffa: pagare lo stazionamento al pontile, per l’intero 2015, di una barca che non ha più. Potrebbe pagare i giorni di singolo attracco, ma la somma si avvicinerebbe molto a quella dovuta per l'intero anno.
Il problema dei furti, però, è soltanto la punta dell’iceberg di una situazione molto critica, che riguarda, anche e soprattutto, il progressivo svuotamento del porto turistico di Trani alla luce degli aumenti che si sono verificati all'inizio dello scorso anno: complessivamente, circa 70 barche, di varie dimensioni, hanno lasciato Trani per trasferirsi a Bisceglie, dove, evidentemente si ritiene di avere servizi più in linea con le attese dei diportisti.
Una diaspora robusta si è registrata alla fine del 2014, quando s’è proceduto alla misurazione di tutti i natanti e, più d’uno sarebbe risultato difforme, per eccesso, rispetto a quanto precedentemente risultava agli atti, con la conseguenza che avrebbe dovuto pagare di più.
Peraltro, i problemi strutturali della darsena di Trani sono noti da tempo: i pontili si presentano in uno stato non del tutto ottimale, soprattutto con riferimento a pedane instabili; toccando alcune prese di corrente, i diportisti riferiscono di prendere la scossa; ancora inutilizzabile la piattaforma galleggiante, che viene però, impropriamente (e pericolosamente) usata come luogo per la ricarica di bombole; l’intero bacino portuale non accessibile ai diversamente abili.



