«Le mie dimissioni sarebbero dovute arrivare il 29 dicembre, insieme con altri sedici consiglieri comunali, perché, quel giorno, prima del consiglio che avrebbe dovuto approvare in seconda convocazione il Piano del diritto allo studio, avevamo i numeri per dimetterci in diciassette e tornare alle urne». A parlare è Francesco Laurora, dei Verdi, uno dei pochi consiglieri di minoranza ancora in carica.
Ieri la Gazzetta ha posto in risalto il “caso Verdi”, con i non eletti che dimettono ma il consigliere no. Anche Laurora si starebbe arrendendo all’evidenza di un consiglio comunale che, politicamente, non ha più nulla dire, e mediterebbe di dimettersi nelle prossime. Intanto, però, spiega perché non l’ha fatto finora, non mancando di polemizzare con altri ex pezzi di opposizione: «Quel 29 dicembre si tirarono indietro i tre consiglieri comunali di maggioranza che, la sera prima, ci avevano assicurato di essere dei nostri e, così, da quel momento in poi, le cose sono andate secondo come tutti voi sapete. Peraltro, è sotto gli occhi di tutti anche il fatto che il sottoscritto, quel giorno, in consiglio comunale, era regolarmente al suo posto per approvare il Piano del diritto allo studio, perché eravamo più di undici ed avevamo i numeri per farlo. Invece, altri consiglieri di minoranza erano semplicemente impegnati a stare dietro le transenne e rilasciare interviste alle televisioni, facendo mancare il numero legale per approvare un provvedimento che, a mio parere, avremmo dovuto votare tutti per il bene della città. Se le mie dimissioni non sono ancora arrivate, è perché ho sempre ritenuto necessario che fossero utili insieme ad altre sedici. A breve, stiano tranquilli i cittadini, lasceremo tutti».
