Con Tommaso Laurora, Cognetti e (stamani) Ferrante, solo saliti a 13 i consiglieri comunali dimissionari, ed è probabile che, nelle prossime ore, si comportino allo stesso modo i restanti tre esponenti di minoranza ancora in carica: Giuseppe Paolillo (Udc); Beppe Corrado (Ncd); Francesco Laurora (Verdi).
Alle stesse conclusioni potrebbero giungere almeno sette consiglieri di maggioranza, gli stessi che, inizialmente, nella riunione tenutasi nei giorni scorsi, si erano espressi a favore delle dimissioni contestuali, rimanendo peraltro in minoranza.
Sul fronte delle notizie dal Ministero dell’Interno, attraverso la Prefettura di Barletta Andria Trani, ancora nulla di scritto e, pertanto, la giunta attualmente a cinque, con Marco Capurso sindaco pro tempore, resta in carica.
Quanto alle dimissioni del sindaco Riserbato, rassegnate il 30 dicembre, nessun pronunciamento circa la presunta anomalia legata al fatto che le abbia protocollate il suo difensore nell’inchiesta penale che lo riguarda, e non un pubblico ufficiale, eventualmente autorizzato dalla magistratura.
Questo silenzio farebbe ritenere che, in ogni caso, il nodo si scioglierà il prossimo 19 gennaio, quando ci troveremo in presenza della classica situazione in cui delle due l'una: la Prefettura invierebbe subito un commissario e si andrebbe al voto; ovvero, comunicherebbe solo l’eventuale non validità delle dimissioni del primo cittadino.
In questo secondo caso il sindaco, ove mai lo volesse, dovrebbe dimettersi una seconda volta e fare scattare altri venti giorni per il consolidamento delle dimissioni. In tal modo ci troveremmo vicini alla fatidica “dead line” del 24 febbraio, giorno ultimo entro il quale commissariare i comuni prima che si indicano i comizi elettorali in vista dell’election day del 17 maggio.
