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Trani, a Luna di sabbia parte "Scrittori nel tempo" con Nicola Lagioia, autore del romanzo La ferocia

Oggi, giovedì 22 gennaio, ore 19.00, la Libreria Luna di Sabbia (Via Mario Pagano, 193-195) ospita Nicola Lagioia, autore del romanzo "La ferocia" (Einaudi). Con questo incontro prende il via "Scrittori nel tempo", un ciclo di appuntamenti letterari - ideato e curato da Vito Santoro, in collaborazione con Alessandro Aruta - che con cadenza mensile porteranno a Trani alcune tra le firme più significative della narrativa italiana, come, ad esempio, Andrea Caterini (18 febbraio) e Massimo Carlotto (9 aprile).

Nicola Lagioia è nato a Bari nel 1973. Con minimum fax ha pubblicato Tre sistemi per sbarazzarsi di Tolstoj (2001), e con Einaudi Occidente per principianti (Supercoralli 2004), Riportando tutto a casa (Supercoralli 2009, Super ET 2011; Premio Viareggio-Rèpaci, Premio Vittorini, Premio Volponi) e La ferocia (Supercoralli 2014).

Dalla seconda di copertina de La ferocia
In una calda notte di primavera, una giovane donna cammina nel centro esatto della strada provinciale. È nuda e coperta di sangue. A stagliarla nel buio, i fari di un camion sparati su di lei. Quando, poche ore dopo, verrà ritrovata morta ai piedi di un autosilo, la sua identità verrà finalmente alla luce: è Clara Salvemini, prima figlia della più influente famiglia di costruttori locali. Per tutti è un suicidio. Ma le cose sono davvero andate cosi? Cosa legava Clara agli affari di suo padre? E il rapporto che la unisce ai tre fratelli - in particolare quello con Michele, l'ombroso, il diverso, il ribelle - può aver giocato un ruolo determinante nella sua morte? Le ville della ricca periferia barese, i declivi di ogni rapida ascesa sociale, una galleria di personaggi indimenticabili, le tensioni di una famiglia in bilico tra splendore e disastro: utilizzando le forme del noir, del gotico, del racconto familiare, scandite da un ritmo serrato e da una galleria di personaggi e di sguardi che spostano continuamente il cuore dell'azione, Nicola Lagioia mette in scena il grande dramma degli anni che stiamo vivendo.

Così la critica a proposito del nuovo romanzo di Nicola Lagioia
«Storia di famiglia, di ricchi, di italiani, di un’umanità oscenamente sfibrata, stravolta. Un romanzo potente e controllatissimo».
Goffredo Fofi, «Internazionale»
«La ferocia è un giallo, ma grazie al cielo non ci sono commissari».
Elena Stancanelli, «D La Repubblica delle Donne»
«Con qualcosa di eternamente balzachiano (e qualcosa che fa pensare, più nello specifico dei modelli, a Le correzioni di Franzen), La ferocia scava sotto la cronaca, si muove in una zona più opaca, più ambigua».
Paolo Di Paolo, «TuttoLibri»
«Nicola Lagioia prende le distanze dalla sua storia con uno stile molto sorvegliato, un bisturi che incide la carne».
Paolo Mauri, «la Repubblica»
«La ferocia, pur presentandosi come un giallo a chiave, con soluzione nel finale, è in realtà uno scandaglio del territorio in cui si muovono i personaggi, tra Taranto e Bari, una topografia dettagliata dello spazio, su cui piomba l’occhio del narratore. Una sorta di cartografia emotiva. Lagioia non ha scritto un romanzo sul male, sulla cattiveria o sulla crudeltà, bensì sulla debolezza di questa creatura centauresca che si chiama uomo».
Marco Belpoliti, «l’Espresso»
«L’ultimo intenso romanzo di Nicola Lagioia, La ferocia, si apre con un’immagine ipnotica, di devastata e devastante bellezza».
Massimo Onofri, «Avvenire»
«Richiama le tragedie greche e la questione ineludibile del rapporto fra scelta e destino; richiama la grande tensione goethiana fra natura e storia; rinvia in modo decisivo al più goethiano degli scrittori novecenteschi, e cioè a Thomas Mann, ai Buddenbrook in particolare».
Luca Illetterati, «Alias»
«Nicola Lagioia crea con La ferocia una storia che è thriller e romanzo gotico, puntellata su infiniti richiami all’attuale, alla cronaca e alla Storia ma sempre in grado di sfuggire di mano a noi e ai generi, viscida, infettiva, per tramutarsi in romanzo iperrealista, storia d’amore pura, partita all’ultima mossa tra l’illegalità, l’uomo, la natura».
Antonella Lattanzi, «IL magazine del Sole 24Ore»


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