Dovrebbe arrivare nella serata di domani il commissario straordinario che sarà chiamato a traghettare la città alle elezioni amministrative, abbinate alle regionali del prossimo 17 maggio. Il Ministero degli Interni avrebbe già individuato il funzionario da inviare a Trani, ma c'è il massimo riserbo sul nome del prescelto.
Di sicuro, la soluzione del commissariamento del Comune pare ormai dietro l'angolo, come del resto si era intuito dal progressivo spegnersi delle tante voci che avevano riguardato, innanzi tutto l'ipotetica non validità delle dimissioni del sindaco Riserbato, poiché rassegnate per mano non di un pubblico ufficiale, ma del suo difensore nell’inchiesta giudiziaria che ha già, di fatto, azzerato la sua amministrazione. Per non parlare della presunta imminenza di un consiglio comunale per la surrogazione dei consiglieri che si sono dimessi alla spicciolata, in tutto quattordici.
In realtà, quello che è mancato da primo momento è qualsiasi tipo di comunicazione scritta da parte della Prefettura, a sua volta sempre il Ministero dell’Interno. A ben guardare, soprattutto la circostanza che ha visto il mancato commissariamento della giunta comunale ridotta ai minimi termini con le dimissioni di quattro assessori e la permanenza in carica di cinque, aveva lasciato intuire che il Ministero volesse sbrigare la faccenda con una sola nomina, allo scadere dei venti giorni che la legge concede al sindaco per ritirare dimissioni.
Ed in questo momento non c'è quasi nulla che lasci supporre che Riserbato ci ripensi, anche perché il sindaco può ritirare dimissioni fino al ventesimo giorno dal giorno in cui le ha rassegnate (nel suo caso lo scorso 30 dicembre), ma, se avesse voluto, avrebbe potuto anche farlo prima. A maggior ragione sarebbe difficilmente spiegabile un ripensamento oggi, anche alla luce della seconda inchiesta giudiziaria che ha riguardato lo stesso primo cittadino (e parte della sua amministrazione), senza dimenticare il fatto che Riserbato è tuttora ristretto agli arresti domiciliari ma non può non avere percepito sia l’umore dei cittadini, sia operato personali valutazioni.
In altre parole, tutto lascia supporre che, nelle prossime ore Trani passerà in mano ad un burocrate, nell'attesa che la città scelga una nuova classe politica e dirigente: gli ultimi nodi stanno per venire al pettine, poi sarà già toto sindaco.
